I due partiti che formeranno il prossimo governo della Germania hanno reso nora l’intenzione di mettere mano alla Costituzione attraverso un piano per allentare le leggi che vietano al Paese di contrarre debito. L’idea, infatti, è quella d’investire miliardi di euro in infrastrutture e, soprattutto, in spese militari. Anche Friedrich Merz, leader dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU, centrodestra), che sarà probabilmente il prossimo cancelliere, appoggia il progetto.

Ora che la collaborazione con gli Stati Uniti di Donald Trump sta scricchiolando, l’Europa sta lavorando per riarmarsi. Anche la Commissione Europea, ieri, ha presentato un piano da centinaia di miliardi di euro per aumentare le spese militari. La Francia e diverse altre nazioni del continente stanno facendo lo stesso.

La Germania cambia la Costituzione per aumentare le spese militari: stop al “freno al debito”

Il piano del nuovo governo andrebbe ad abolire la legge costituzionale denominata “freno al debito”. La legge, approvata da Angela Merkel nel 2009, obbliga la Germania a mantenere il pareggio di bilancio. In molti criticano da tempo questa regola e la considerano dannosa per l’economia tedesca, che è in recessione da due anni e non può fare debito per stimolare la propria crescita, nonostante abbia il margine fiscale per farlo.

Fino ad ora nessun partito aveva agito per modificare la Costituzione. Lo scontro tra Trump e Volodymyr Zelensky, però, ha cambiato le carte in tavola. La decisione del presidente americano di bloccare gli aiuti militari all’Ucraina ha convinto l’Europa a rivedere la propria alleanza con gli USA. Parlando del possibile riarmo, Merz è ricorso alla celebre espressione «Whatever it takes», usata dall’allora presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi in un momento di grande difficoltà dell’Unione.

Federica Checchia

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