L’iniziativa di un corridoio marittimo per portare gli aiuti umanitari internazionali a Gaza inizia a prendere corpo (nome in codice: Amalthea).
Proposta per la prima volta da Cipro nel corso del Consiglio Europeo di fine ottobre, per mesi se n’è parlato sottotraccia, alla luce delle chiare difficoltà operative (a Gaza non c’è un porto).
Il nuovo piano dell’UE, il corridoio marittimo per Gaza e la figura americana
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, fresca di nomina a Spitzenkandidatin al congresso del Ppe a Bucarest, è volata ieri a Larnaca, sulla costa orientale di Cipro, per incontrare il presidente Nikos Christodoulides e annunciare la prossima apertura di un corridoio umanitario marittimo, con base a Larnaca, per consegnare aiuti a Gaza nel tentativo di alleviare una situazione che si fa sempre più tragica per la popolazione civile. “La situazione umanitaria a Gaza è terribile – ha affermato von der Leyen – con famiglie palestinesi innocenti e bambini disperati. Oggi a Gaza stiamo fronteggiando una catastrofe umanitaria”. “Quello che succede in Medio Oriente ci riguarda direttamente come europei – ha detto Christodoulides – la guerra al di là del mare non è una crisi regionale di impatto limitato: un contagio della crisi avrebbe conseguenze catastrofiche e abbiamo la responsabilità di agire“
Tra giovedì e venerdì sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno annunciato separatamente piani per far arrivare aiuti umanitari via mare nella Striscia di Gaza, dove la popolazione civile palestinese sta soffrendo una gravissima carenza di beni di prima necessità per via della guerra in corso da ottobre tra Israele e il gruppo radicale palestinese Hamas, che governa la Striscia. Tra sabato e domenica potrebbe partire la prima nave di aiuti, anche se al momento non si sa di preciso quando e ci sono ancora molti aspetti da chiarire su come verranno fatti sbarcare e distribuiti gli aiuti.
Giovedì il presidente statunitense Joe Biden aveva detto che l’esercito degli Stati Uniti costruirà un molo temporaneo sulla costa della Striscia per facilitare l’arrivo di aiuti via mare; venerdì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva annunciato che già a partire da questo fine settimana sarebbe stato attivato un “corridoio marittimo” per far arrivare gli aiuti via mare nella Striscia, con navi che partono da Cipro.
Non è stato detto esplicitamente se i due piani siano collegati, ma è già noto che gli Stati Uniti sono tra i paesi che parteciperanno al corridoio umanitario annunciato da von der Leyen, insieme a Italia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e la stessa Cipro. Le navi del corridoio marittimo partiranno dal porto di Larnaca, nel sud-est di Cipro, che è anche il posto da cui venerdì von der Leyen ha annunciato la nuova modalità di consegna degli aiuti.
La prima nave

La prima nave che dovrebbe testare la rotta è già quasi pronta: è di proprietà dell’ong spagnola Open Arms e trasporterà cibo del World Central Kitchen (“cucina centrale mondiale”), un’organizzazione umanitaria fondata dal noto chef ispano-statunitense José Andrés





