La Camera dei deputati del Paraguay ha approvato un accordo che autorizza la presenza temporanea di personale militare e civile dell’esercito degli Stati Uniti all’interno del Paese. Si tratta di una decisione estremamente importante, perché permette all’esercito statunitense di accrescere la propria presenza in America Latina, obiettivo di Donald Trump.
L’intesa prevede delle esercitazioni congiunte dei due eserciti e la condivisione tra loro delle informazioni di intelligence. Il patto, inoltre, assicura agli Stati Uniti la giurisdizione penale sui propri soldati e sul proprio personale civile. Questi, di fatto, godranno dell’immunità rispetto alla legge paraguaiana, così come il personale diplomatico. Eventuali reati saranno perseguibili solo dal sistema giudiziario statunitense.
Non tutti sono d’accordo con il patto tra Stati Uniti e Paraguay
Questo punto, in particolare, non ha reso felici tutti i deputati. La Camera, tuttavia, ha approvato la misura con cinquantatré voti a favore, otto contrari e quattro astensioni. Per rendere effettiva l’intesa, è necessaria la firma del presidente Santiago Peña, tra i principali alleati di Trump; il Senato ha già dato il proprio via libera la scorsa settimana.
Diversi legislatori, tuttavia, si sono opposti, proprio in merito alla controversa disposizione che garantisce alle truppe straniere l’immunità giudiziaria. «Crediamo nella cooperazione internazionale, ma crediamo anche in stati forti, istituzioni rispettate e una vera sovranità democratica», ha affermato il deputato indipendente Raúl Benítez.
Nonostante le critiche, il ministro degli Esteri paraguaiano ha appoggiato l’accordo, sostenendo che il suo scopo principale sia rafforzare la cooperazione tra le due potenze nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale e al terrorismo. Ha chiarito, però, che «non vi è alcuna possibilità di installare basi militari statunitensi» in Paraguay.
Federica Checchia





