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Il Parma si affaccia all’Europa con Gervinho e Bobby English

Il Parma vola. Lo fa con le sue stelle, Inglese e Gervinho non potendo iniziare meglio il proprio 2019, se non affacciandosi all’Europa. Un 1-2 al domicilio di un’Udinese arrembante e coraggiosa, cui non basta la voglia di spaccare il mondo del neo-acquisto Okaka.

UDINESE (3-5-2): Musso; Opoku, Troost-Ekong, Nuytinck; Stryger, Fofana, Behrami, De Paul, D’Alessandro; Okaka, Lasagna. All.: Nicola

PARMA (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Alves, Bastoni, Gagliolo; Deiola, Stulac, Barillà; Biabiany, Inglese, Gervinho. All.: D’Aversa

Roberto D’Aversa, tecnico del Parma


“L’Udinese in casa ha vinto contro la Roma ma è anche vero che ha pareggiato contro il Frosinone. Dipenderà dal nostro atteggiamento in campo e dalla nostra capacità di fare la partita. Nicola lo conosco bene e sta facendo bene come aveva fatto nella sua esperienza a Crotone.”

La partita tra Parma ed Udinese è stata presentata così da D’Aversa: due compagini con molta voglia che si sarebbero date battaglia per due obiettivi differenti. Le velleità europee del Parma passano dall’umiltà e dalle capacità tattiche dei ducali.

Il match inizia con le più rosee aspettative: l’Udinese, molto forte ed insidioso tra le mura amiche in questo campionato, aggredisce con due tiri di Lasagna e Okaka che terminano alti sulla traversa. Ma al Parma basta alzare il ritmo di gioco che i bianconeri vanno in difficoltà, come in occsione del vantaggio gialloblù. Su un’azione imbstita da Iacoponi, Gervinho viene trattenuto in area e, dopo l’on field review, Inglese trasforma il penalty assegnato (11′).

La mole di gioco costruita dall’Udinese non riesce, inizialmente, quasi mai a preoccupare il Parma, complice anche l’assenza di Pussetto : c’è, invece, la presenza del nuovo acquisto, Okaka, con il quale De Paul non ha evidentemente ancora un buon feeling. E’ ottimo quello con Stryger Larsen che, al 28′, riceve un passaggio in profondità illuminante da parte del fantasista argentino: l’esterno danese controlla e, a tu per tu con Sepe, manda sull’esterno della rete.

La differenza si vede quando De Paul avanza sulla trequarti e, facendo da collante tra i due reparti, riesce a servire il più pimpante Okaka. L’attaccante naturalizzato italiano ha molta più voglia del collega Lasagna e riesce a dare molti più problemi alla difesa del Parma: di fisico, sfiora lo specchio della porta (45′) e riesce a reggere da solo un reparto favorendo gli inserimenti e le conclusioni da fuori.

Okaka, da subito protagonista nello scacchiere di Davide Nicola

Nemmeno a dirlo, proprio Okaka pareggia i conti: al 50′, dopo una mischia in area con lasagna protagonista, l’ex Watford insacca di testa a porta sguarnita. Nella circostanza, il Parma pecca l’errore di Inglese che non raddoppia il vantaggio e, mandando tra le braccia di Musso, lascia partire il contropiede fatale.

Dopo 15 minuti di tatticismi, i padroni di casa provano ad affondare il colpo: Lasagna colpisce di testa con Sepe che risponde presente su un pallone molto angolato; sulla ribattuta arriva De Paul che scheggia la traversa. Subito dopo è ancora Sepe a salvare il Parma: De Paul prova a piazzarla sul secondo palo con il 55 gialloblù che smanaccia.

Avete presente il Testa bassa e pedalare” professato dal tecnico crociato? Ecco, il Parma è questo: non gli si può concedere nulla che ti sorprende. Di fatto, sul calcio d’angolo successivo, Stulac imbecca Gervinho a centrocampo con tutti gli effettivi udinesi in area; l’ivoriano percorre tutto il campo palla al piede e, scartato Musso, esegue il tap-in dell’1-2.

La reazione dei bianconeri ha un nome: Machis. Il sudamericano, subentrato proprio a Okaka, cerca di dare velocità alla manovra. Il primo tentativo giunge al 76′ con una conclusione fuori di poco. Subito dopo, De Paul conclude al volo dal limite colpendo il palo.


Gervinho, all’ennesima marcatura in coast to coast

Da questo momento, il Parma cerca di interrompere il monologo udinese con l’inserimento di Gazzola e Kucka al posto di Deiola e Gervinho.

Una sconfitta che può far ben sperare anche ai vinti. Con un recupero di Mandragora, e quindi con un regista in più, Nicola potrebbe vedere la luce con molto anticipo.

Nicola Gigante

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