Il partito filo-UE al governo in Moldavia ha vinto le elezioni parlamentari con oltre il 50% dei voti, secondo i risultati ufficiali pubblicati oggi. Con oltre il 99,5% delle schede scrutinate, il Partito d’Azione e Solidarietà guidato dalla presidente Maia Sandu ha ottenuto il 50,03% dei voti, rispetto al 24,26% del Blocco Patriottico filo-russo. Il Blocco Patriottico filo-russo ha subito una disfatta fermandosi al 27 per cento dei voti. Un altro partito filo-russo Alternativa ha ottenuto quasi il 9 per cento dei voti. Ancora una volta la diaspora moldava è stata decisiva per il successo del campo pro-europeo. A Chisinau si temono comunque altre tentativi per destabilizzare il paese. Igor Dodon, il leader del Blocco Patriottico filo-russo ha lanciato un appello a scendere in strada contro le autorità. La polizia ieri ha effettuato diversi arresti di cittadini russi con armi a bordo delle loro auto, che attraversavano il confine con la regione secessionista della Transnistria, dove si trova una base militare russa

La campagna elettorale è stata macchiata da accuse di scorrettezza da entrambe le parti fino al giorno delle elezioni. Il governo della presidente Maia Sandu ha avvertito i moldavi che la Russia aveva tentato di influenzare il voto attraverso disinformazione compravendita di votiStanislav Secrieru, consigliere per la sicurezza nazionale di Sandu, ha affermato che le infrastrutture elettorali e i siti web governativi sono stati oggetto di attacchi informatici e che false minacce di attentati sono state lanciate nei seggi elettorali in Moldavia e all’estero. Mosca ha negato qualunque coinvolgimento.

Decisivo ancora una volta il voto – tradizionalmente pro Occidente – della diaspora moldava che costituisce quasi un quinto dell’elettorato e che nel 2024 consegnò agli europeisti la vittoria al referendum sull’adesione all’Unione grazie ad appena 13mila voti di scarto. Oggi ha garantito al partito di Sandu di restare alla guida del paese. L’affluenza, la più alta mai registrata in una elezione legislativa, si è attestata al 51,9 per cento: alla chiusura dei seggi alle 21 locali c’erano ancora lunghe file di elettori in attesa davanti alle urne.

In una escalation di tensione, i leader filorussi hanno tuttavia proclamato la vittoria dei partiti d’opposizione nelle aeree autonomiste della Transnistria (col 51% dei voti) e della Gagauzia (con l’80%) e stanno presidiando l’edificio della commissione elettorale centrale denunciando possibili frodi avvenute all’estero.

Va ricordato come le elezioni in Moldavia hanno assunto un valore particolare visto le tensioni tra Mosca e Nato scoppiate con la guerra in Ucraina. A caratterizzare il voto moldavo c’è sicuramente la scelta tra l’integrazione con l’Unione Europea o un ritorno verso l’orbita di Mosca (che nella regione autonoma della Transnistria ha un contingente di 1500 soldati).