Raro dattiloscritto de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry acquisito dalla Peter Harrington Rare Books di Londra da un privato, sarà in vendita ad Abu Dhabi Art dal 20 al 24 novembre.

Il Piccolo Principe, raro dattiloscritto in vendita

Sarà in vendita per 1,25 milioni di dollari un rara copia di un dattiloscritto de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, fra i libri più noti al mondo. La rarissima copia, battuta a macchina, contiene correzioni e annotazioni dell’autore francese oltre alla citazione diventata simbolo del testo:

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Pare che all’interno del prezioso tesoro letterario sia contenuta anche la genesi di questa espressione, diventata emblema del libro scritto da Antoine de Saint-Exupéry. Fra i libri più tradotti dopo la Bibbia e il Corano, pubblicato per la prima volta nel 1943 Il Piccolo Principe, seppur all’apparenza possa sembrare un racconto per bambini, in realtà descrive il passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è un promemoria per ricordare a quei bimbi ormai adulti l’importanza del conservare la purezza dell’infanzia.

Oltre alle correzioni fatte dall’autore, all’interno del manoscritto si possono trovare due schizzi a matita originali fatti da Antoine de Saint-Exupéry e uno schizzo composto per l’illustrazione finale del libro. Un documento prezioso la cui vendita è stimata per circa 1,25 milioni di dollari, sia per la rarità del manoscritto che per l’importanza culturale di un’opera che ha ispirato tantissimi autori e lettori.

Una favola pedagogica

Il fine dell’opera è quello di risvegliare l’anima dormiente del bambino che è celato in ogni adulto, svegliare quindi lo spirito sensibile nascosto a favore di una società frenetica ed egoista. Uno dei primi insegnamenti del libro è, infatti, il recupero di valori come la meraviglia e la semplicità persi e naufragati in una società volta all’apparenza. Lo scrittore mette in risalto il bisogno impellente di ritornare al candore fanciullesco, e lo si evince fin dalla dedica del libro che  Antoine de Saint-Exupéry rivolge al suo amico Léon Werth:

”Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. […] dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stata. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)
Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino”
.

Una trama, nota a tutti, che non ha ancora finito di donare insegnamenti pedagogici seppur spesso confusa con una semplice favola per bambini e un’opportunità per riscoprire il significato filologico e pedagogico di quella che è un’opera letteraria diventata patrimonio mondiale per via del forte e vasto impatto culturale avuto nel tempo.

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