Musica

Il successo di Louis Armstrong “What a Wonderful World”

La famosa canzone interpretata dal trombettista Louis Armstrong nel 1967 “What a Wonderful World” è stata scritta da Bob Thiele e George Weiss.

Per il produttore discografico jazz Thiele è stato uno dei suoi ultimi grandi lavori, prima di lasciare la Impulse Records. Le sue composizioni risultano spesso con degli pseudonimi, creati dallo stesso musicista combinando i nomi dei suoi zii. Il brano è stato scritto e prodotto per la divisione pop della ABC quattro anni prima della morte di Armstrong.  

Louis Armstrong “What a Wonderful World”: storia e significato

Durante la sessione di registrazione della canzone accade una lite tra Thiele e il presidente della ABC Records Larry Newton; quest’ultimo, infatti, ha intenzione di far incidere ad Armstrong un brano swing, simile all’altro celebre singolo “Hello, Dolly!”. Non appena Newton scopre che “What a Wonderful World” è una ballata, protesta. Nonostante il grande successo della canzone, il diverbio porta alla rottura del rapporto tra Thiele e la Impulse ABC Paramount.

Il brano è interpretato dai suoi autori come un invito alla scoperta del piacere della vita; esso esalta la bellezza del mondo e la diversità tra i popoli, attraverso toni soavi e ottimistici. È una canzone che incita a soffermarsi sulle piccole cose che fanno la differenza e sull’ammirazione di ciò che possediamo intorno a noi. Il singolo viene presentato come un antidoto al clima di tensione politico e razziale negli Stati Uniti; in quel periodo, solamente Armstrong può far presa sul pubblico riguardo il tema.

Il riscontro e le cover del brano

Nell’autunno del 1967 “What a Wonderful World” arriva sulla vetta della Official Singles Chart britannica, facendo di Louis Armstrong, a 66 anni, il cantante più anziano a conquistare il primo posto. Negli Stati Uniti il brano non ha lo stesso successo; tuttavia, viene inserito nella colonna sonora di “Good Morning, Vietnam”, pellicola del 1988, e riesce ad entrare nella Billboard Hot 100

Numerosi artisti hanno reinterpretato questo successo. Diana Ross lo canta a Wembley nel 1989 in occasione di un concerto di beneficenza; Céline Dion ne ha inciso una sua versione per l’album “Miracle” del 2005; la band statunitense OneRepublic esegue una cover del singolo durante la loro tournée tra il 2013 e il 2015. Nel 1999 il brano entra nella Grammy Hall of Fame: un inno a ciò che di bello ci offre il mondo.

Flavia Carrogu

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