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Il virus sinciziale colpisce ancora: muore un neonato di cinque mesi

Il virus sinciziale ha attaccato l’apparato respiratore di un neonato di 5 mesi. Il bimbo è stato ricoverato nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia ed è stato intubato. È morto ieri mattina. La notizia arriva sul web da Cronaca Today.

Il virus sinciziale uccide un bambino di cinque mesi nella provincia di Napoli

Il virus sinciziale ha stroncato la vita di un neonato di 5 mesi. Il piccolino era stato portato nell’ospedale di San Leonardo di Castellammare di Stabia dal papà, in quanto il figlio aveva incominciato a far fatica a respirare. Ieri mattina le condizioni del piccolo sono peggiorate all’improvviso e si stava già predisponendo un trasferimento all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Il neonato è morto poco dopo. Una tragedia per i genitori e per gli operatori sanitari che hanno tentato di salvargli la vita.

«Il piccolo paziente era giunto il 6 novembre scorso in ospedale con una grave dispnea e gravi problemi respiratori – spiegano dalla Direzione Sanitaria – La malattia ha avuto una evoluzione rapida negativa e si stava preparando il suo trasferimento all’ospedale Santobono, con un’anestesista come accompagnatore. È stato intubato, ma non ha retto alla manovra di intubazione. È morto subito dopo».

Secondo quanto riportato da Cronaca Today, il virus sinciziale viene chiamato anche Vrs e attacca l’apparato respiratorio dei bimbi appena nati, provocando danni anche molto gravi. Il virus si diffonde principalmente in autunno attraverso le goccioline di uno starnuto o di un colpo di tosse. Infiamma le piccole vie aeree dei polmoni e colpisce in particolare i bambini fino a otto mesi. La fase iniziale è simile a un raffreddore. Successivamente però il respiro può diventare sibilante ed estendendosi verso le vie aeree inferiori causare tosse persistente. Il virus può poi trasformarsi in una malattia più seria, colpendo le parti più piccole dei polmoni. Il bambino allora deve essere portato in ospedale perché non riesce più a respirare bene.

Non esistono farmaci specifici o un vaccino. Nei casi gravi si ricorre all’ossigeno supplementare e alla somministrazione di liquidi per prevenire la disidratazione. Vengono utilizzati nel periodo di cura dei farmaci broncodilatatori o antivirali per cercare di combattere la malattia.

Il primario del reparto di neonatologia dell’ospedale stabiese, Roberto Cinelli, si è detto preoccupato per la diffusione del virus. L’autorità giudiziaria, informata dai Carabinieri di Castellammare di Stabia, ha disposto il sequestro della salma per procedere con l’autopsia. Il medico legale, scelto dai magistrati, capirà quali sono le cause della morte e riferirà quali sono le eventuali responsabilità della struttura sanitaria che ha curato il neonato.

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