Cultura

Il XVI canto del Paradiso della Divina Commedia, e gli spiriti militanti

Adv

Nel XVI canto del Paradiso Dante Alighieri giunge nel quinto cielo di Marte, dove incontra gli spiriti militanti, che formano una croce luminosa. In particolare Dante incontra l’anima di Cacciaguida.

L’incontro tra Dante e Cacciaguida

Il XVI canto del Paradiso della Divina Commedia, e gli spiriti militanti

Nel quinto cielo del Paradiso Dante incontra lo spirito di Cacciaguida, che gli parla dell’origine nobile della propria famiglia. Nello stesso tempo Cacciaguida ribadisce come la nobiltà acquisita perda completamente qualunque valore, se non ottiene un ulteriore riscontro nella virtù dei discendenti. Le parole di Cacciaguida non saziano la curiosità di Dante. Il poeta vuole infatti saperne di più, ponendo alcune domande riguardanti la vita degli antenati di Cacciaguida e delle altre famiglie nobili di Firenze.

La vita di Cacciaguida

Cacciaguida racconta di essere nato nel 1901 a Firenze, e di aver vissuto nel sestiere centrale di Porta San Piero. Lo spirito non vuole però parlare dei suoi antenati, ma inizia un lungo discorso sulla popolazione di Firenze di quel periodo e delle antiche famiglie fiorentine. In quel periodo la popolazione di Firenze si aggirava ad un quinto di quella del periodo di Dante. Ma secondo quanto sostenuto da Cacciaguida, si trattava di una popolazione più pura, in quanto non ancora “mescolata” con la gente del contado. Secondo Cacciaguida, proprio questa commistione di genti è stata la causa della corruzione cittadina, estesasi anche agli ecclesiastici e agli altri uomini pubblici. Infine lo spirito elenca a Dante i nomi di molte delle famiglie fiorentine che abitavano in quel periodo. Molte di queste sono state dimenticate nel tempo, oppure sono cadute in rovina.

L’inizio della faida tra guelfi e ghibellini

L’inizio della rivalità tra guelfi e ghibellini, le due potenti dinastie di Firenze, viene raccontato con rammarico proprio dallo spirito Cacciaguida. Egli racconta l’uccisione di Buondelmonte dei Buondelmonti da parte degli Amidei, a causa della rottura del fidanzamento con una Amidei. Questo ha determinato la divisione definitiva tra Guelfi e Ghibellini, e il conseguente inizio delle lotte nella città di Firenze.

Sonia Faseli

Segui su Google News

Adv
Adv

Related Articles

Back to top button