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Maggio 16, 2021, domenica

Immortals Fenyx Rising Gli Dei Perduti Recensione, un ultimo battito d’ali

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Immortals Fenyx Rising chiude il cerchio dei DLC, aperto alla release questo inverno, con Gli Dei Perduti, di cui vi proponiamo la recensione. A seguito di un ottima nuova IP che strizzava un occhio, o forse due, a The legend of Zelda: Breath of the Wild, i DLC rilasciati per il titolo non hanno fatto altro che impreziosire un gioco già completo in partenza. Che poi, è il concetto di “DLC”, giusto?

Immortals Fenyx Rising Gli Dei Perduti Recensione, evoluzione graduale

Piuttosto che lanciarsi in voli pindarici ed eccessive modificazioni alla struttura di base, i primi DLC del season pass hanno giocato sul sicuro. Una nuova divinità aderiva quasi perfettamente al gioco vanilla tanto come storia narrata quanto come giocabilità; mentre Miti del regno d’oriente, il secondo DLC, sapeva quasi di mini-sequel, un “Immortals 1.5”. Gradualmente, quindi, i dev ci hanno abituato all’idea che, personalmente, ho avvertito fin dall’inizio: i DLC sono stati tutti esperimenti ben congegnati per studiare la flessibilità della nuova IP Ubisoft.

A dimostrazione di ciò, si aggiunge al duetto il terzo e ultimo DLC: Gli Dei Perduti. Che sposta l’asticella della sperimentazione di un ulteriore passo in avanti, a la “Darksiders Genesis”; cambiando il genere di appartenenza del titolo, e spostando la telecamera e la visuale indietro, a volo d’uccello. Inoltre, Gli Dei Perduti racconta la storia di un nuovo protagonista, ancora una volta invischiato in faccende divine da risolvere con una buona dose di azione e puzzle ambientali da sciogliere in sequenza.

Immortals Fenyx Rising Gli Dei Perduti Recensione

Immortals Fenyx Rising Gli Dei Perduti Recensione, cambia tutto senza cambiare niente

A dire il vero, però, il primo DLC non lasciava trapassare eccessivamente la ripetitività di situazioni e meccaniche. Che, pure, erano perfettamente presenti. Di veramente “nuovo” Una nuova divinità aveva ben poco, specialmente se confrontato a Miti del Regno d’Oriente. Ma era il primo DLC del pacchetto, uscito a ridosso con il gioco vanilla, e gli si perdonò (lo feci anche io) qualche peccato veniale di “riciclaggio”. Così come si fece (e feci) lo stesso quando nell’altrimenti interessantissima nuova ambientazione di Miti del Regno d’Oriente apparvero colonne greche alquanto stranianti, per citare un solo, notevole, esempio.

Ora, però, anche se il titolo torna nel regno d’Occidente, in Grecia, anche se la telecamera si allontana e la dinamicità si evolve per assecondare un genere quasi più vicino a un Diablo-Like che a un Breath of the Wild Like, quella ripetitività di cui sopra comincia a pesare un po’ di più. La vocazione sperimentale del trittico di DLC, specialmente laddove con il terzo e ultimo arrivato si azzarda uno switch di genere, decade in un riciclo pressoché totale di situazioni, asset, nemici e movenze. Solo “viste più da lontano”. Si può davvero chiamare “evoluzione”, se di nuovo e diverso ha praticamente solo la fruibilità degli spazi e la gestione della telecamera?

Immortals Fenyx Rising Gli Dei Perduti Recensione

Qual è l’anima di Immortals?

Immortal Fenyx Rising nasce come “oh, Breath of the Wild è stata un’ottima idea, teniamone conto” da parte di Ubisoft. Poi, i tempi di sviluppo si allungano, le idee sul tavolo dei dev si moltiplicano, e la piega di Rising diventa sempre più elaborata e complessa. La trama del gioco base si arricchisce di momenti comici, volti a stemperare la pesantezza di una location fin troppo abusata nel mondo videoludico di genere Action.

Non c’è molto di cui discutere al riguardo, e questa analisi non vuole affatto essere dispregiativa: anzi. Ben vengano, nella mia concezione di mercato videoludico, le reinterpretazioni di generi e titoli di successo. Non copie, bensì “omaggi”, o semplicemente riconoscimento, come in questo caso, della validità di un approccio ludico. Poi, arriva la possibilità, o viene “sbloccata” dal successo del titolo, pur essendo stata sempre in idea, di proporre un season Pass.

Ma allora, è sperimentale, o solo frettoloso?

Se dovessimo riflettere sulla domanda posta a titolo di questo paragrafo osservando solo Gli Dei Perduti, FORSE questa recensione potrebbe diventare un po’ più “perfida” di come voglio; e di come, in effetti, meritano Immortals e i suoi DLC. Su tutto, pesano due elementi che mi hanno fatto un po’ storcere il naso: la semplificazione delle meccaniche volte ad adattare il gameplay in terza persona con telecamera mobile alla visuale dall’alto; e la trama non brillantissima, che ricalca gli stilemi di quella del gioco Vanilla e, a tratti, rinuncia alla leggerezza per diventare più spettacolare.

La mia risposta, pertanto, è che, probabilmente, si sia tentato si “sperimentare in fretta“. Con l’idea fissa in mente di non far morire una prodiga IP come Immortals, ma senza avere il tempo di inventare una struttura troppo elaborata e distante dal gioco base. Di certo c’è che ora, dopo 3 DLC molto distanti tra loro, gli elementi per un Immortals Fenyx Rising 2 di successo ci sono tutti.

In conclusione: per non finire come Icaro

Per non finire come Icaro e le sue ali di cera sciolte per un volo sperimentale troppo vicino al sole, Ubisoft ha giocato sul sicuro; gli dei perduti è un DLC che chiude più che degnamente la trilogia del Season Pass. Ma che, a mio avviso, non raggiunge la sorpresa nel trovarsi di fronte un titolo tanto piacevole come il gioco vanilla, a così tanta distanza dall’annuncio. E con una nuova IP, per giunta. Speriamo, spero, che Immortal Fenyx Rising 2 sappia fare tesoro dei tentativi e delle sperimentazioni operate con il season Pass. Ma, allo stesso tempo, ritengo che su tutti sia Miti del Regno D’Oriente a primeggiare. Mentre Gli Dei Perduti e la sua visuale dall’alto, se fosse per me, possono benissimo restare tali: perduti.

Il DLC preso da solo non è nemmeno spiacevole, anzi. Ma facendo da chiosa a un trittico di contenuti aggiuntivi a un titolo con così tanto da dire, forse, un po’ di smalto e brillantezza li perde di sicuro.

+ Buona Idea cercare di sperimentare con la visuale…
+ Il DLC intrattiene e diverte a sufficienza
+ Da avere per i fan della nuova IP

– …ma questa non è la visuale che valorizza al meglio Immortals
– Eccessive semplificazioni al Gameplay
– Il più breve dei DLC

VOTO: 7

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Lorenzo Mangohttp://www.metropolitanmagazine.it
Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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