Le scuole sono chiuse e l’allerta è alta. Il picco di influenza in Giappone è arrivato prima del previsto: le autorità sanitarie hanno dichiarato un’epidemia a causa anche del numero di infezioni insolito per questo periodo dell’anno. Al 10 ottobre i casi segnalati erano 6.013. Questi dati potrebbero innescare epidemie nei Paesi che vanno verso l’inverno in Asia e in Europa, anche se i paesi dell’emisfero australe vanno ormai verso l’estate.

Picco di influenza in Giappone, oltre 6mila casi registrati

A causare i focolai potrebbe essere un ceppo dell’influenza A, il H3N2. Questo virus ha avuto un’impennata in Australia e Nuova Zelanda negli ultimi due mesi, in concomitanza con la fine dell’inverno nell’emisfero australe. Quello che preoccupa è “l’aumento delle persone trattate per l’influenza, iniziato cinque settimane prima del solito”. Lo spiega Vinod Balasubramaniam, virologo molecolare presso la Monash University Malaysia di Subang Jaya. “Altri paesi come la Malesia hanno sperimentato quest’anno stagioni influenzali precoci, sempre dominate dal ceppo H3N2”, continua Balasubramaniam.

Anche Ian Barr, vicedirettore del Centro Collaborativo per la Ricerca e il Riferimento sull’Influenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a Melbourne, commenta i dati. “Il Giappone ha avuto un inizio anticipato della stagione influenzale negli ultimi anni, ma mai così presto”. Infatti, 6.000 studenti in Malesia sono stati contagiati e alcune scuole hanno anche chiuso, come riporta Reuters online. I nuovi casi si registrano anche Australia e Nuova Zelanda, con picchi precoci di casi di influenza e diversi ceppi che hanno dominato i focolai, continua Barr.

Marianna Soru