Il Partito Liberal Democratico (PLD), che da decenni rappresenta la principale forza politica del Giappone, eleggerà domani il suo nuovo presidente. Si tratta di votazioni decisamente importanti: per la prima volta nella storia, infatti, il PLD -di stampo nazionalista e conservatore- potrebbe nominare il suo primo leader donna. Secondo i sondaggi, infatti, in testa alle preferenze c’è l’ex ministra Sanae Takaichi; a contenderle la leadership è il quarantaquattrenne Shinjiro Koizumi, attuale ministro dell’Agricoltura, molto giovane per gli standard del Paese.
Takaichi è molto apprezzata dall’ala più radicale del partito. Ha promesso di aumentare le capacità militari del Giappone e la spesa pubblica per sostenere l’economia, anche se più di qualcunonon è d’accordo; il debito pubblico giapponese è già uno dei più elevati al mondo. Koizumi, a differenza della sua rivale, incarna la corrente progressista e liberale del partito. In campagna elettorale, ha fatto leva sulla necessità di nuove misure economiche che riducano l’inflazione e le tasse per i cittadini.
Il Giappone potrebbe avere la sua prima leader donna
Oltre ai due principali contendenti, ci sono altri tre candidati: si tratta di Yoshimasa Hayashi, capo di gabinetto del primo ministro dimissionario Shigeru Ishiba, e due ex ministri, Toshimitsu Motegi e Takayuki Kobayashi. Il parlamento eleggerà il prossimo premier a metà ottobre, ed è altamente probabile che sarà proprio il futuro presidente del PLD a governare, cosa che rende questa elezione ancora del governo, e per questo il voto è ancora più importante.
Il Giappone ha grandi problemi di parità di genere, e in politica le donne sono ancora molto discriminate. L’elezione di Sanae Takaichi porterebbe un grande cambiamento nel Paese; la candidata ha promesso di migliorare la parità di genere, nonostante in passato abbia avuto opinioni piuttosto controverse sul ruolo che le donne dovrebbero rivestire nella società.
Federica Checchia





