La situazione in Senegal è diventata estremamente critica per la comunità LGBTQ+ a causa di un considerevole inasprimento legislativo. A marzo 2026 l’Assemblea nazionale senegalese ha approvato una legge che va a modificare l’articolo 319 del Codice Penale, rendendolo ancora più repressivo. La legge, attualmente in vigore, è stata promulgata dal presidente Bassirou Diomaye Faye. In tempi record arriva il primo arresto per i reati definiti “atti contro natura e indecenza pubblica“: si tratta di un uomo di 24 anni condannato a sei anni di carcere e a una multa di 2 milioni di franchi CFA (circa 3.300 euro).
L’esito dell’inasprimento delle leggi anti-LGBTQ+ in Senegal
Le sentenze, dapprima repressive, raggiungono una soglia superiore. Adesso, dall’11 marzo, la legge raddoppia le pene per gli “atti contro natura”. Si parla dai 5 ai 10 anni di carcere, con multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.000 euro). È stato il primo ministro, Ousmane Sonko, a richiedere che la legge introducesse il reato di “apologia” dell’omosessualità, punibile con 3-7 anni di reclusione. L’ulteriore aggravante è che il provvedimento colpisce chiunque, non solo in base all’orientamento sessuale. Il raggio d’azione, infatti, penalizza attivisti, giornalisti, avvocati e operatori sanitari. Dalla situazione soprariportata emerge un altro caso che ha visto un uomo che a fine marzo è stato condannato a tre anni di carcere perché gay. Gli inquirenti, per comprovare il suo orientamento sessuale, hanno utilizzato il suo telefono.
Volker Turk, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha giudicato la nuova legge «profondamente preoccupante», affermando che «viola i sacri diritti umani». A questo poi si sommano gli arresti che, a causa dell’appoggio legislativo, sono diventati più aggressivi. Larissa Kojoué, ricercatrice di The Human Rights Watch, ha ribadito che la legge sta alimentando un clima di «paura costante». L’organizzazione per i diritti LGBTQ+ ILGA World non si è arresa subito e ha chiesto al presidente Bassirou Diomaye Faye di difendere «il rispetto per la libertà individuale e la persona umana», non firmando la legge. Tuttavia, quest’ultima è entrata in vigore e il caso del ragazzo 24 rappresenta il primo arresto per “atti contro natura e indecenza pubblica”.
Stefania Cirillo





