“In viaggio con papà”, stasera in tv Carlo Verdone e il salto su Alberto Sordi

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Di Federica De Candia

“Io che sono un uomo di vita, un uomo che ha viaggiato e di grande esperienza so perfettamente che Bufalo Bill è un omo ahò!”. In auto verso il mare: la Mercedes vecchia maniera, grigio perla bruciato, attraversa le marane e i canneti paludosi. Bisogna accompagnare il giovane Cristiano, Carlo Verdone, dal professore della comunità per la salvaguardia del gabbiano. Il padre, al volante, è Armando D’Ambrosi, Alberto Sordi. Sarà un tour romanesco on the road. Una mano alla guida, e il racconto di tutto uno stile di vita. “In viaggio con papà” stasera in tv: una scuola sul ‘piccione’! “Ma come, io me li magno i gabbiani, li vado a salva?”.

In veste di figlio, e di ‘erede’, senza allusioni e complimenti, Carlo Verdone recita al fianco di Sordi. Inizialmente il ruolo doveva essere interpretato dallo stesso Alberto Sordi, regista del film del 1982, e Vittorio De Sica nella parte del padre. Ingenuo, maldestro, pacioccone, Carlo rende questo personaggio bonario come le sue caricature. La catenina d’oro che scende sul petto villoso, non basta a render ‘maschio’ il candido Cristiano. Il cocco di papà, “amore bello, Cristiano de papà, ma che ca… te frega a te!“. Con tutto l’amore viscerale, la pazienza, e la sufficienza, cerca ‘d’imboccare’ il figlio, inesperto anche negli approcci. Affarista e donnaiolo, miglior maestro di avventure non può esser che suo padre. Racconti e abbordaggi romanzeschi si levano insieme, nella sua sterminata classe di uomo d’antan. Ne consegue un intrigo comico, papà-figlio, una sorta di addomesticamento, che non avrà certo l’esito di ‘inselvaggire’ il dolce Cristiano, ma almeno farà ridere.

Un viaggio a tutta romanità

In viaggio con papà – Trailer da YouTube

Memorabili epiteti e personaggi nel film di stasera in tv, “In viaggio con papà“: ‘Er gabbiano maremmano’, o Angelo Infanti scrittore di sceneggiati per Rai3. Convinto e sicuro di se, ma che nessun dirigente prende in considerazione per le storie dal contenuto hard. E la nonnina lasciata sotto il sole che ‘c’ha la testa torrida!’. Le lezioni di sesso e corteggiamento delle donne di Sordi a Verdone, sono sprecate, perché il figlio continua ad esprimersi in versi, non così lontani da quelli ornitologici degli onnipresenti uccelli, suoi protetti. Carlo Verdone raccontò che, durante le riprese del film, furono diverse le scene da lui stesso improvvisate. Che Sordi decise di tenere ed inserire nel montaggio definitivo, magari tagliando pezzi in cui recitava lui da solo, per non sacrificare le altre dove c’era Carlo.

L’amante dei vizi, delle donne e della bella vita, ha un figlio da ‘educare’, che è l’esatto opposto. Il finale del film è uno scontro generazionale, malinconico e drammatico. Piero Piccioni, è il compositore delle colonne sonore. La sua tecnica, è creare musiche che vanno di pari passo con il film, con accostamenti di violini e rock psichedelico; di samba e romanza. Effervescente ed elegante, come sempre, il risultato. Dal ‘fumo di Londra’ a ‘un americano a Roma’, è stato sempre l’immenso Sordi. Schiaffeggiando e graffiando l’italiano con i suoi vizi. Fino a dar vita ad un impacciato, scordato dai tempi, Cristiano. Circondato da ‘animali notturni’, diversi dalle specie del suo repertorio.

Buona la prima..

in viaggio con papà – scena la signora canegatti- Da YouTube

Era la scena finale di “In Viaggio con papà”, ed era anche l’ultimo giorno delle riprese”. Racconta Verdone. “La scena prevedeva che, dopo una litigata, io abbracciassi Sordi alle spalle, senza che lui se ne accorgesse. Forse preso dall’euforia dell’ultimo ciak o forse per fargli un’improvvisazione, feci una corsa con un salto finale notevole sulle sue spalle: dalla foto si vede Sordi che ha un’espressione di spavento perché gli arrivano sulle spalle 87 chili senza saperlo. Lui resse per miracolo e continuò a recitare, ma allo stop mi urlò: Che ca.. fai? Che me voi ammazza’ ?”. Gli chiesi scusa, non mi rivolse la parola per un’ora e mandò a prendere del ghiaccio nel camper perché sforzò tremendamente il ginocchio sinistro, restai ovviamente mortificato e mi scusai altre cento volte. Mi disse di prepararmi a rifare la scena come da copione, ma dopo un’ora e mezzo il ginocchio di Sordi era gonfio, e gli faceva male il femore, così si decise che saremmo tornati la settimana successiva con una troupe ridotta. Tornai a Roma dispiaciuto e mortificato, gli scrissi anche una lettera…

Un giorno Sordi chiamò Verdone, durante il montaggio del film, e disse: “Lo sai che giro col bastone per colpa tua?. Nonostante la stronzata che hai fatto la scena fa ridere. Va be’ … lasciamo questa”.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici!