L’India è una terra dilaniata: già duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, sta affrontando l’emergenza causata dal ciclone Tauktae che ha colpito la costa occidentale con venti fino a 185 chilometri all’ora e onde fino a tre metri. Il bilancio attuale è di 20 morti, 127 dispersi e 146 salvi.

La chiatta su cui si erano imbarcate 273 persone è andata alla deriva per via dei venti fortissimi che si sono abbattuti sulla costa occidentale del subcontinente indiano. Nonostante le enormi difficoltà 146 passeggeri sono stati tratti in salvo; sono ancora 127 i dispersi.

Il vortice devasta l’India

Il vortice è il più grande ad aver colpito la regione negli ultimi decenni ed è stato classificato dagli esperti come “molto grave”. Il vento ha eradicato gli alberi, interrotto la corrente elettrica e disvelto molte case fatiscenti; l’acqua si è riversata sulle strade ed ha invaso le case costringendo migliaia di persone alla fuga. In particolare sono state interessate dal ciclone le aree di Kerala, Goa e Maharashtra, nell’India occidentale. Lo Stato Indiano costiero di Gujarat, dove vivono 150 mila persone, era già stato evacuato dalla protezione civile. Chiuso anche l’aeroporto di Mumbai e sospese le vaccinazioni in tutto il territorio. Il Ministero della Difesa ha fatto sapere che le due navi della marina militare inviate a prestare soccorso all’imbarcazione alla deriva hanno recuperato 28 dispersi.

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Giulia Moretti