Cultura

Indro Montanelli: 21 anni fa moriva il padre del giornalismo italiano

Indro Montanelli (Alessandro Raffaello Schizògene Montanelli), nato a Fucecchio il 22 aprile del 1909 e morto a Milano il 22 luglio del 2001, è stato uno scrittore, giornalista, corrispondente e inviato speciale di varie testate italiane. Fondò e diresse Il Giornale (1974-94) e La Voce (1994-95), fu anche redattore del Corriere della sera (1938-73).

Un personaggio anticonformista e avverso al comunismo in quanto fautore di una destra ideale, pubblicò: Facce di bronzo (1956), Storia di Roma (1957), Storia dei Greci (1959), Il generale Della Rovere (1959), Storia d’Italia (dal 1974).

Indro Montanelli: la vita del giornalista

A Fucecchio trascorse i primi cinque anni di vita, infatti ha cambiato spesso residenza tra l’infanzia e l’adolescenza a causa del lavoro del padre: professore di storia e filosofia. Si trasferisce a Lucca, Nuoro e Rieti dove frequenta il quarto e quinto anno di ginnasio e, successivamente, il liceo classico. Alcuni suoi biografi scrivono che torna nel paesino toscano per le vacanze venendo ospitato da uno zio, ma in realtà a Fucecchio si riconducono molti aspetti della sua educazione sentimentale.

Ha un’idea precisa della Toscana, la ritiene ruvida, individualista, insofferente alle regole, anticlericale e diffidente verso la modernità. Successivamente soggiorna in Sardegna, periodo in cui inizia a venire alla luce la depressione che lo accompagna per sempre, dovendo anche sospendere l’attività giornalistica per potersi curare. Questo suo lato fragile si pone in contrasto con l’idea dell’uomo tutto di un pezzo che in molto hanno avuto di lui.

La carriera e la formazione

Inizialmente fu un sostenitore degli ideali fascisti ma divenne critico nei confronti del regime e per tale ragione fu escluso dall’albo dei giornalisti. Accettò un posto da lettore di italiano a Tartu (Estonia) e a seguito su direttore dell’Istituto italiano di cultura a Tallinn. Al suo ritorno in Italia, entrò a far parte del Corriere della sera e divenne reporter. Dopo il crollo del regime fascista si unì al movimento partigiano Giustizia e Libertà, ma venne catturato e carcerato dai tedeschi.

Nel 1973 lasciò il Corriere della sera per fondare, insieme ad altri collaboratori, Il Giornale nuovo nel 1974. Nel 1977 accettò un finanziamento da parte di Berlusconi, che divenne editore della testata. Tuttavia i conflitti sorti in politica, lo portarono ad abbandonare il giornale dando vita a La Voce, un nuovo quotidiano. Quest’ultimo durò solo un anno e Montanelli tornò a scrivere per il Corriere della sera, dando vita alla rubrica La stanza di M. Scrisse anche per il settimanale Oggi.

Indro Montanelli: il nome Schizògene

Il nome Indro volge al maschile quello di una divinità indiana, Indra, ma il padre classicista aggiunse Schizògene che vuol dire generatore di conflitti. Lui Schizògene lo era sul serio, considerato oggetto di ammirazione sconfinata, spesso frutto di una ricostruzione selettiva della sua vita e anche di condanna senza appello.

Considerato dai primi il più grande giornalista italiano del Novecento, un anticomunista e un difensore della libertà contro la minaccia dell’estremismo rivoluzionario. I secondi lo consideravano un fascista, un razzista, maschilista e apologeta del colonialismo.

Martina Puzone

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