Calcio

Inter, c’è solo da migliorare

C’è sempre una prima volta. La stagione 2019-2020, con la prima storica partecipazione alla Serie A dell’Inter femminile, difficilmente verrà dimenticata dalla società nerazzurra. Il bilancio di questa prima stagione nella massima serie è, per forza di cose, pesantemente condizionato dall’interruzione anticipata dei campionati, ma gli spunti di riflessione non mancano. Il giudizio alla fine è positivo, anche se con qualche riserva. C’è infatti tantissimo su cui lavorare se si vuole puntare, nelle prossime stagioni, a traguardi più importanti.

L’avvicinamento alla A era iniziato subito con un cambiamento considerevole, con la partenza di De La Fuente, il tecnico della promozione dei record. Al suo posto l’ex vice della nazionale italiana femminile Attilio Sorbi. L’avvicendamento in panchina è stato accompagnato da un mercato faraonico con una rosa rivoluzionata in ogni reparto, con colpi importanti come quelli di Auvinen e Debever per la difesa, di Alborghetti dal Milan per il centrocampo, e di Stefania Tarenzi dal Chievo per l’attacco. Con lo stop anticipato alla stagione, l’Inter ha chiuso il campionato con i seguenti numeri: 5 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte, con 20 gol fatti e 27 subiti, che hanno portato ad un settimo posto finale, a pari punti con l’Empoli. Un rendimento, quindi, un po’ altalenante, cosa in fondo preventivabile al primo anno di A.

Inter-Hellas Verona: un esordio significativo

Emblematica, in tal senso, è stata la partita d’esordio contro l’Hellas Verona, terminata con il risultato di 2-2. Subito sotto di un gol dopo appena 9 minuti, la squadra ha trovato pian piano confidenza e coraggio, portandosi sul 2-1, ma, quando tutto lasciava pensare ad una vittoria ormai acquisita, ecco arrivare la doccia fredda, con il pareggio del Verona siglato a tempo quasi scaduto. Proprio questo beffardo risultato sarà stato sicuramente utile alla squadra per capire in modo chiaro una cosa: meglio dimenticare in fretta i record della Serie B, la A è tutta un’altra storia. La prima storica vittoria verrà rinviata comunque solo di una giornata, con l’1-0 sul campo dell’Empoli firmato Marinelli.

Cosa ha funzionato

Non è stato sicuramente negativo il rendimento della difesa, con 27 gol subiti e con ben 6 partite concluse senza subire gol, merito anche dei nuovi elementi che si sono integrati subito bene portando grande esperienza al reparto arretrato. Stiamo parlando di tre dei più importanti acquisti del mercato estivo: l’esperta Auvinen, sempre presente in tutte le partite senza mai saltare un minuto, la francese Debever, suo il primo storico gol del campionato, e la fortissima Bartonova, nazionale ceca. Considerando anche l’eterna D’Adda, la squadra ha una base difensiva più che solida da cui ripartire per la prossima stagione. A centrocampo, ottimo l’esordio assoluto in Serie A di elementi come Pandini, Santi, e Brustia. In attacco, infine, oltre al contributo del capitano Regina Baresi, non ha sfigurato la coppia formata da Marinelli e dal nuovo acquisto Tarenzi (per cui si parla già di rinnovo), autrici rispettivamente di 6 e 5 reti.  

Cosa rivedere

Alcuni acquisti non hanno reso come ci si aspettava: è il caso ad esempio di Alborghetti, spesso protagonista di prestazioni troppo opache per una giocatrice del suo livello, o anche della Goldoni (sicura la sua partenza in estate), poco considerata dal tecnico Sorbi. L’adattamento della squadra alla nuova categoria ha inevitabilmente pesato, con la scarsa esperienza che si è avvertita soprattutto nelle partite contro le prime della classe, nei confronti delle quali il gap è stato evidente: sono arrivate spesso sconfitte pesanti, con l’amaro in bocca derivante dai due derby persi, oltre alle 8 reti subite tra andata e ritorno contro la Juventus. Un maggiore coraggio e una minore sudditanza nei confronti delle big saranno in futuro indispensabili, e una mano in questo potrà venire dal mercato, che potrà puntare stavolta alla qualità più che alla quantità.

L’esordio in A dell’Inter: il bilancio finale

La salvezza è stata subito centrata in maniera abbastanza tranquilla. È vero che il mercato estivo poteva far sognare ben altro, ma proprio il numero enorme di nuovi arrivi, necessario per affrontare il primo anno di A, ha costituito un’arma a doppio taglio, rendendo difficile al tecnico trovare la quadratura del cerchio. Sarebbe stato impossibile quindi, oltre che poco sensato, chiedere di più. Il prossimo anno non ci sarà più l’attenuante dell’esordio, e le pressioni saranno di conseguenza maggiori, ma una squadra più collaudata ed esperta in tutti i suoi elementi induce all’ottimismo. L’Inter guarda avanti con fiducia.

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