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Inter-Milan, le incredibili curiosità sul Derby della Madonnina!

Ah, la grande Milano. La Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro della Scala, il Castello Sforzesco, i Navigli, il Duomo. E là, sulla guglia più alta a respirare tra le nuvole, troneggia la dorata Madonnina, che veglia eterna sul popolo meneghino. C’è però un giorno durante l’anno, anzi due, in cui anche l’imponente statua di Giuseppe Perego si congeda per un paio d’ore per presenziare ad un appuntamento imperdibile, che tra l’altro prende anche il suo nome. L’attesissimo Derby della Madonnina tra Inter e Milan. Oggi però sono ancora pochi quelli al corrente di alcune curiosità davvero sorprendenti, legate non solo a questa emozionante sfida, ma anche alle due blasonatissime squadre protagoniste. Ecco quali sono.

Materazzi e Rui Costa derby
Materazzi e Rui Costa (fonte: pinterest.com)

L’invenzione delle pagelle

Le pagelle sono un qualcosa di cui non si può davvero fare a meno. Croce e delizia di tutti gli amanti del fantacalcio, sono fondamentali per valutare le prestazioni di ogni singolo giocatore. Principale causa, a seconda dei voti ricevuti, di gioia incontenibile o smadonne da agricoltore maremmano tra gli amici che si dilettano in questa diffusissima disciplina. Ok, ma chi è stato ad inventarle? Furono introdotte nel primo dopoguerra da Aldo Missaglia e Gigi Scarambone, due giornalisti della rivista settimanale Milaninter, che veniva distribuita a San Siro durante le partite. Il cavalier Bonetta, sponsor di questa rivoluzionaria innovazione, mise addirittura in palio degli orologi, che venivano poi assegnati a fine campionato ai calciatori migliori. Mentre i peggiori erano rimandati a Settembre!

Il papà del Derby della Madonnina non ne ha mai giocato uno!

Tutto si deve a lui: il Milan, l’Inter e, di conseguenza, il Derby. Herbert Kilpin è stato infatti l’ideatore, fondatore, capitano ed allenatore di quello che allora si chiamava Milan Football and Cricket Club. Sfiga volle, però, che nell’Aprile del 1908 decise di scendere in campo per l’ultima volta. Appena sei mesi prima dal primo scontro ufficiale tra il suo Milan e l’Inter, che era stato fondato proprio in quell’anno da un gruppo di soci dissidenti della squadra rossonera.

Herbert Kilpin
Herbert Kilpin (fonte: agentianonimi.com)

Chi è San Siro?

È ovvio. Se nomini “San Siro”, inevitabilmente, dieci volte su dieci, si pensa allo stadio. Ma chi è in realtà questo personaggio? Siro fu il primo vescovo di Pavia, il cui santo patrono viene festeggiato il 9 Dicembre di ogni anno. Inoltre, secondo una fonte tramandataci da un manoscritto agiografico risalente al XIV° secolo, il De laudibus Papiae, sarebbe stato il ragazzo che porse le ceste di pani e di pesci a Gesù per la moltiplicazione. Comunque, se poi il tuo nome finisce per essere associato ad uno dei più famosi stadi nel mondo, simbolo sacro del calcio… non c’è Cristo in terra che tenga!

Il trombettiere dell’Inter

Si chiamava Rinaldo Bianchini, scomparso nel 2007 all’età di 74 anni. Diventò il trombettiere ufficiale della compagine nerazzurra, dopo essere stato scoperto ed ingaggiato dall’allenatore argentino, naturalizzato francese, Helenio Herrera. Ogni Domenica al Meazza, dagli anni ’60 agli anni ’80, prima di ogni fischio di inizio, la sua tromba suonava la Carica per dare una maggiore scossa ai propri beniamini. Niente di più appropriato: una pazza idea per una pazza Inter.

Rinaldo Bianchini
Rinaldo Bianchini (fonte: storiainter.com)

Il rigore fantasma

Era il 24 Febbraio del 1963, giorno di Derby. Al di là della rete del vantaggio, siglata da Mazzola dopo appena tredici secondi (un record assoluto), l’episodio eclatante fu un altro. Al 20′ minuto, infatti, successe l’impensabile: il milanista David entrò male sull’interista Zaglio all’interno della propria area. Rigore solare, ma l’arbitro, Concetto Lo Bello, fischiò la punizione dal limite, avendo visto diversamente. A questo punto il caos generale. Spintoni, manate, calci, dita negli occhi… alla fine il pallone, non si sa bene come, non si sa bene perché, era posizionato sul dischetto del rigore. Intanto Lo Bello nel casino generale non si ricordò più che cosa avesse concesso. Quelli del Milan, invece, erano tutti convinti di essere stati puniti col calcio dagli undici metri. L’Inter, nemmeno a dirlo, ne approfittò senza esitare, ma… Suarez centrò il palo! E visto che San Giovanni non vuole inganni, nel secondo tempo Sani pareggiò i conti, segnando il definitivo 1 a 1 finale!

Il Milaninter United

Sembra assurdo, inconcepibile e blasfemo solo a pensarlo, eppure è capitato anche questo. Per ben cinque volte nella storia del calcio Milan ed Inter si sono fuse insieme, dando vita ad un’unica formazione. Sebbene si sia trattato di occasioni benefiche o amichevoli, il Milaninter United è realmente esistito. Un trofeo dell’amicizia contro il Chelsea nel 1965, un match contro il Lione per celebrare il gemellaggio tra il capoluogo lombardo e la città francese, un incontro nel 1980 con il Bayern per raccogliere fondi dopo il terremoto dell’Irpinia, ed infine nel 1982 le due gare contro Perù e Polonia, prima del Mondiale di Spagna. Da lì in poi più niente, anche perché mettere insieme i due club non sarà stato certo come unire Israeliani e Palestinesi, ma forse poco ci è mancato.  

Milaninter United
Milaninter United (fonte: ilprimatonazionale.it )

Detto questo, buon Derby a tutti!

Tartaglione Marco

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