La polizia portoghese ha individuato e intercettato un sommergibile nell’Oceano Atlantico; al suo interno ha trovato 1,7 tonnellate di cocaina. L’imbarcazione proveniva dal Sudamerica ed era diretto verso la penisola iberica; a bordo cerano quattro persone, probabilmente narcotrafficanti, che si trovanonora in custodia cautelare. Considerando le pessime condizioni igieniche e generali del mezzo, gli agenti che li hanno fermati sostengono che i quattro avrebbero trascorso almeno due o tre settimane lì dentro.

Alle operazioni ha preso parte anche la marina militare portoghese. Il sommergibile si trovava a quasi duemila chilometri da Lisbona, ma la fragilità della sua struttura di vetroresina, unita con il maltempo, hanno reso impossibile il suo recupero: alla fine, è affondato.

La pandemia ha aumentato l’impiego dei sommergibili per il narcotraffico

Secondo la DEA, la Drug Enforcement Administration, oltre il 60% della cocaina sudamericana arriva negli Stati Uniti a bordo di sottomarini, chiamati narco-sub. Non sempre le agenzie che combattono il traffico di droga riescono a intercettarli; all’inizio del 2022, però, la polizia colombiana aveva arrestato a Medellín Oscar Moreno Ricardo, noto come il «King of drug submarines». Il criminale, detto «el viejo», coordinava la costruzione di mezzi che partivano dalla costa pacifica della Colombia per raggiungere il Messico e gli Stati Uniti.

Ad aumentare questa pratica è stata soprattutto la pandemia; il rallentamento nello spostamento delle merci, incluse quelle illegali, è coinciso con un aumento della richiesta. Per questo motivo, le organizzazioni criminali hanno investito maggiormente sull’utilizzo dei sottomarini, che sono infine comparse anche in Europa.

Federica Checchia