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International Fetish Day: tra moda e trasgressione

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Save the date: il 21 gennaio è la Giornata Internazionale del Fetish. Uno stile che ha rivoluzionato la società, la moda e ha portato il sesso sulla passerella e per strada. Per celebrare l’International Fetish Day, facciamo luce sulla storia della moda fetish e di come siamo arrivati a celebrarla nel 2022.

Capitolo 1: gli inizi della moda fetish

Da dove è cominciato tutto? First come the gays, then the girls, then the industry. Sì, Samantha Jones va nominata in almeno un articolo al giorno, ma come darle torto? Si dia il caso infatti che, come molti trend culturali, anche l’idea di inglobare il fetish nella moda comincia a guadagnare popolarità dopo le prime aperture di gay clubs a tema pelle.

Leather clubs, per l’appunto. Che cominciarono a farsi spazio già dagli anni ’40, quando in America scoppiò la biker culture post Seconda Guerra Mondiale. I biker erano soliti riunirsi in locali pensati apposta per la loro comunità, ma il tutto si svolgeva in modo troppo poco… glamour. Il problema di base era questo, davvero.

Menomale che arrivarono i gay! Nel 1958 apre a Chicago il Gold Coast, fondato da Dom Orejudos e Chuck Renslow, un locale in cui la comunità omosessuale poteva riunirsi e festeggiare, sfoggiando nel corso delle serate straordinari outfit in pelle. Da qui la moda iniziò a prendere piede e man mano che altri gay leather clubs aprivano dentro e fuori gli Stati Uniti, le persone cominciarono a indossare sempre più pelle.

Da quel momento in poi è stato anche il cinema a fare la sua parte, innanzitutto con il personaggio di Cathy Gale in The Avengers (1962-64), che indossava guanti di latex e completi di pelle full body. Prima i gay, poi le ragazze. Quindi è vero.

Capitolo 2: l’industria della moda fetish fino ai 2000

Poi l’industria, passaggio finale e necessario. Come parlare della moda fetish dello scorso secolo senza nominare l’icona della trasgressione in passerella, miss Vivienne Westwood? Assieme a Malcom McLaren, fu lei a creare i famosi Bondage Pants, pantaloni neri pieni di lacci, stringhe e zip, in pieno stile S&M (cioè sadomaso).

La sottocultura punk degli anni ’70 a Londra trovò in lei una pioniera, e la punk fashion fece il salto di qualità.

Dopo di lei un’infinità di brand si ispira alla comunità punk e BDSM: Thierry Mugler, Alexander McQueen, Christian Dior, per citarne alcuni. E alla BDSM community si ispirerà, come abbiamo già detto, anche il cinema.

Dai giubbotti in pelle di Grease e Top Gun, passando per i toni più goth de Il Corvo e dell’indimenticabile The Rocky Horror Picture Show, l’iconica tuta di Cat Woman e soprattutto, Matrix. La moda della saga delle sorelle Wachowski (e la sua notorietà) ha tanti ringraziamenti da fare alla leather culture.

Capitolo 3: il fetish da Lady Gaga ai Måneskin

Arriviamo ai giorni nostri, o meglio, a questo secolo. La differenza d’ora in poi la faranno principalmente le grandi star del pop. Maschere, corpetti e ancora pelle, il tutto suggellato da testi delle canzoni che fanno riferimenti espliciti alla cultura BDSM. Basti pensare alla hit S&M di Rihanna.

Sticks and stones may break my bones, but chains and whips excite me. Potreste dire di non averla letta cantando?

Oltre che in passerella e sul grande schermo, la moda fetish conquista anche i palcoscenici e non li lascia, anzi, li domina. Che è proprio uno dei punti base del fetish, a pensarci. Bene, dominazione sia: spietata, irriverente, nera come la notte che Lady Gaga vorrebbe sposare. Lady Gaga è da menzionare più e più volte se parliamo di moda fetish. In copertina, ad esempio, la vedete con una maschera in stile bondage, fotografata nel 2012.

L’ultimo anno però è stato particolarmente cruciale, in quanto sempre più designer collaborano con le grandi celebrità per mostrare al mondo questo stile. Balenciaga l’ha fatto e continua a farlo con Kim Kardashian e Kanye West, che nonostante il divorzio rimangono accomunati dall’ossessione per il brand. Ricordiamo tutti lo scorso Met Gala e il look da brivido di Kim, che la parte migliore di internet, i meme, hanno esaltato fino allo sfinimento.

Concludiamo con le star di casa, i Måneskin. Lo stile dai toni punk rock li ha contraddistinti sin dagli inizi, ed è proprio il fattore chiave che li ha fatti amare da tutto TikTok… e dal mondo, ovviamente. Anche dal mondo.

Calze a rete, giacche di pelle, capezzoli esposti senza vergogna, borchie e nero, nero, nero. Alessandro Michele (che ieri ha compiuto sette anni come direttore creativo presso Gucci) anche se ne è innamorato, collaborando spesso con il gruppo per mettere insieme outfit straordinariamente cool.

Capitolo 4: oggi, 21 gennaio 2022

Siamo arrivati alla fine di questo brevissimo viaggio nel fetish. Abbiamo detto poche cose, il mondo del fetish è infinito, anche se nessuno ne parla mai. Oggi è la sua giornata però, e vogliamo celebrarlo come merita. Le sottoculture modellano la nostra società da sotto i tombini, dagli angoli delle strade, dai bar in cui molta gente non avrebbe il coraggio di entrare. E menomale che lo fanno, perché altrimenti saremmo tutti un triste esercito di camicie bianche.

Perciò festeggiate, nostri bellissimi lettori, festeggiate la trasgressione, l’esagerazione, indossate il sesso. E ricordate, oggi: give yourself over to absolute pelasure. Strizzando l’occhio a Frank-N-Further.

Serena Baiocco

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