Intervista all’organizzatrice della Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista (GNBN)

Chi scrive parteciperà attivamente nella propria regione allo svolgimento dell’evento GNBN, come è stato dalla prima edizioine, e ogni anno è un’emozione molto forte.

Durante la GNBN Si ha la possibilità di aiutare una platea molto ampia di persone in maniera semplice e diretta, e allo stesso modo si ha la possibilità di conoscere meglio il proprio territorio e le abitudini delle persone, che non per forza sentono la necessità di venire in studio per una consulenza. Ho avuto il piacere di fare una intervista alla Presidente Tiziana Stallone, che ringrazio, per conoscere il suo pensiero sul passato e sul futuro della Giornata Nazionale e dei Biologi.

Sono passati sei anni dalla prima edizione della GNBN, come è nata quest’idea?

Era il 2013 quando venni chiamata dalla precedente dirigenza di Enpab per dare il mio contributo alla professione e al lavoro dei biologi. Mi diedero l’incarico di coordinare la Commissione Lavoro della Cassa di previdenza e grazie a questo incarico ho potuto mettere a frutto alcune mie idee grazie agli strumenti che la Cassa metteva a disposizione per realizzarle.

La prima idea fu quella di far uscire i biologi nutrizionisti dai loro studi, farli “scendere in piazza” in maniera discreta, promuovendo le loro competenze e la loro professione con un’iniziativa di alto valore sociale. Immaginai la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista in stand chiusi dove fosse garantita la privacy e dove i biologi potessero mettersi a servizio dei cittadini. Fu una sfida. Prima di quel momento non era mai avvenuta un’iniziativa di tale rilievo mediatico con due giornate piene e dense di consulenze.

Fu una sfida che vide i suoi esordi su 4 piazze: Milano, Roma, Napoli e Bari. Tutto fu subito poesia! Perché quella giornata ci è rimasta nel cuore, con tanti partecipanti agli stand che si affacciavano timorosi non sapendo chi fossero questi biologi che confondevano, né avevano chiara l’idea di chi fosse un nutrizionista.

Alla fine della giornata, le persone che erano state a contatto con noi sapevano chi fossimo noi biologi nutrizionisti che ci occupiamo della salute delle persone attraverso la cura del loro stile di vita.

Perché credi che sia importante questa giornata, per i Biologi e per il pubblico?

È importante per diversi motivi. Il primo è sicuramente un senso di responsabilità e di servizio.

Noi biologi facciamo un servizio di frontiera, di prevenzione. In questa giornata, con la nostra visibilità, riusciamo generosamente ad occuparci di tutte le persone attraverso un’opera di sensibilizzazione volta, da un lato, a prevenire la povertà educativa – e purtroppo anche sociale – verso coloro i quali non possono permettersi un nutrizionista, sia a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del nostro lavoro professionale. Il primo motivo per cui è importante il nostro impegno risiede nel servizio sociale.

Il secondo è rappresentato dalla visibilità della nostra professione in un periodo di distrazione, di abusivismo, di interesse, di business dell’alimentazione. Le persone riconoscono in maniera inequivocabile chi è il professionista, titolato a prescrivere diete e a dare consigli sullo stile di vita.

Questa giornata è importante anche per far conoscere e “riconoscere” i biologi tra di loro e creare una solida rete di collaborazione generosa tra colleghi.

La Quinta GNBN in una foto (Photo Credits: www.giornaledibasilicata.com)

Quali sono le speranze per il futuro? Cosa credi che porterà questa GNBN replicata di anno in anno?

La mia speranza è vedere i biologi nutrizionisti ovunque perché sono una risorsa e una possibilità.

Nelle scuole, ad occuparsi di prevenzione dell’obesità infantile e di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, negli ospedali, negli ambulatori di nutrizione dedicati a seguire atleti nello sport, accompagnare i cittadini in ogni momento delicato e nelle transizioni della loro vita perché il biologo, operando prevenzione con cura, riesce a rispondere ad alcune esigenze sociali che al momento gravano sul nostro Sistema Sanitario Nazionale. P

ensiamo ai costi per le cronicità, per le patologie come il diabete, l’ipertensione, i tumori, le neuro-degenerazioni anch’esse legate all’alimentazione e allo stile di vita.

Quindi, la mia speranza più grande è che il biologo sia, in maniera univoca, riconosciuto e inserito nei posti che contano per la salute del cittadino.

Sei Presidente della cassa di previdenza dei biologi ma anche nutrizionista, parteciperai attivamente alla GNBN?

Partecipo sempre attivamente alla GNBN e ogni volta accade qualche cosa di magico che mi stupisce. Vi racconto quello che è accaduto, per esempio, due anni fa sulla piazza di Cosenza.

Ero impegnata a parlare coi colleghi, a coordinarli, a sentire i responsabili di piazza, i fiduciari Enpab in ogni regione e ad un certo punto mi chiamano per una consulenza perché gli stand erano pieni, gremiti di persone e i colleghi oberati di consulenze. Dentro lo stand mi ritrovo un caso di disturbo alimentare che è la mia specialità. È stato un momento molto delicato, di apertura e affidamento in uno stand che, di fatto, ha consentito l’abbattimento delle barriere emotive, proprio come avviene dentro lo studio di un professionista.

Mi auguro che questa persona adesso stia meglio. Mi emoziona l’idea che tante altre persone possano giovare dell’aiuto di un nutrizionista e portare nella vita il segno di questo incontro in piazza.

Una memoria della prima edizione della GNBN (Photo Credits: www.tusciatimes.eu)

Cosa ti piace di più di questa giornata?

Mi piacciono tre aspetti: la rete, la generosità che si crea tra colleghi e l’osservatorio e il servizio di sorveglianza che compie la Giornata del Biologo Nutrizionista.

Ricordiamoci che il Ministero della Salute, oltre a patrocinare la GNBN, ci ha anche commissionato ogni anno importanti indagini. In passato, ad esempio, abbiamo indagato l’utilizzo del sale iodato, dei prodotti senza glutine, le fake news o i mezzi di comunicazione attraverso i quali le persone si informano di nutrizione.

Quest’anno la nostra indagine verterà sulla sostenibilità. Il report che produciamo ogni anno, viene visionato dal ministero e diventa un importante strumento di lavoro per i biologi nutrizionisti professionisti. In questa giornata accogliamo anche i futuri nutrizionisti e quello che amo è maggiormente il rapporto con le università, quella che abbiamo definito alternanza formazione lavoro.

Tanti neo-biologi si sono laureati proprio sui dati della GNBN e tanti sono quelli che in queste due giornate hanno acquisito un’importante formazione sul campo che li aiuterà nella professione futura.

A pochi giorni dalla sesta edizione, sei emozionata?

Sono emozionata, ogni anno sempre di più, perché la GNBN è una creatura che ha gambe proprie e ogni anno cresce, si rafforza, si struttura e genera altre creature, altri nutrizionisti che vengono contaminati positivamente e altre persone che ne possano giovare. Un’idea che, nata da me in casa Enpab, adesso ha vita grazie ai biologi che si spendono gratuitamente senza pubblicizzarsi e in un weekend, ossia in quelle che dovrebbero essere giornate di riposo. Tutto questo mi dona sempre un’emozione immensa.

Giuliano Parpaglioni

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