Il Sindaco di Nettuno afferma: “Nettuno non abbandona nessuno, neanche i migranti”

Accogliere o non accogliere?

E’ stata questa la domanda che nelle ultime ore ha visto coinvolta la città di Nettuno (Roma) generando non poche polemiche. Abbiamo deciso di intervistare il primo cittadino, Ing. Alessandro Coppola, al fine di poter fare luce insieme su quanto accaduto nella giornata di ieri.

Sindaco, come ben noto Nettuno viaggia nella giusta direzione per diventare “zona rossa”. In particolare si è parlato di un “rigetto” da parte del Comune nei confronti della proposta del leader di opposizione, Dott. Waldemaro Marchiafava, di far diventare Nettuno “zona rossa”. Ha qualcosa da dire al riguardo?

Ci tengo a precisare che il discorso “zona rossa”, emerso anche nella riunione congiunta tra maggioranza ed opposizione, non rientra nella competenza del Comune bensì nella competenza di ASL e Regione le quali sono le sole preposte a valutare le condizioni per poter effettivamente dichiarare una zona come “rossa”. A tal riguardo il Comune, dunque, non ha alcun potere.

Relativamente al discorso dei contagi, invece, ci tengo a rassicurare i cittadini circa il fatto che ad oggi non sussistono le circostanze per dichiarare il nostro paese zona rossa tanto più in vista del progressivo miglioramento della situazione che sta assumendo maggiore stabilità. Al momento non ci sono nuovi contagiati ma si sta registrando un aumento dei guariti che sembra dare buone speranze pertanto il pericolo zona rossa sembra essere momentaneamente scongiurato.

Sappiamo che il Comune si è attivato, fin da subito, per dare sostegno ai cittadini in difficoltà a fronte della crescente emergenza sanitaria. Concretamente cosa sta facendo e come stanno rispondendo i cittadini?

Il Comune ha prontamente deliberato per favorire gli interventi in favore delle aziende e delle attività costrette a chiudere i battenti a causa di questa emergenza. In particolare abbiamo sospeso il pagamento di tutte le misure connesse alla non utilizzazione dei servizi che il Comune fornisce. Ci stiamo inoltre muovendo per mettere a punto dei sostegni concreti di carattere economico.

I nostri servizi sociali sono, infine, oltremodo attivi sul territorio. Fin da subito abbiamo provveduto a dare assistenza agli utenti che hanno palesato tale necessità e stiamo continuando in tal senso grazie alla collaborazione della Protezione Civile, della Croce Rossa e di tantissimi volontari che stanno dando un supporto fondamentale in questo momento.

Un sostegno importante lo stiamo dando anche alle persone contagiate sia per quanto concerne la consegna dei medicinali che per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti problema, questo, fondamentale per evitare ulteriormente il diffondersi del contagio. Ci stiamo muovendo su diversi fronti e ringrazio in particolar modo i Servizi Sociali che stanno dando prova di grande impegno.

Arriviamo alla giornata di ieri. Potrebbe brevemente spiegarci quanto accaduto e perché ha deciso di opporsi alla decisione del Prefetto?

Nella mattina di ieri sono venuto a conoscenza del fatto che cinquanta migranti provenienti da Roma sarebbero stati spostati a Nettuno. Questo a causa del fatto che nel centro nel quale risiedevano si era verificato un caso di positività al Coronavirus pertanto, al fine di alleggerire la presenza degli ospiti nel centro per poterlo sanificare, diversi migranti sarebbero stati ricollocati sul nostro territorio deviando, a loro volta, i migranti che già si trovavano presso la stessa struttura di Nettuno in due comuni vicini: quello di Anzio e quello di Pomezia.

Preso atto di ciò la mia prima preoccupazione è stata di carattere prettamente sanitario. La mia unica premura era quella di non aggravare ulteriormente il numero di positivi nel nostro Comune il quale si trova già da sé in una condizione di emergenza a causa dell’ingente numero di contagi.

Ripeto: la mia unica premura era quella di garantire la salute dei miei cittadini, non certamente una presa di posizione nei confronti dei migranti. Sottolineo che lo stesso numero di migranti era già presente sul nostro territorio pertanto si sarebbe trattato di effettuare una sostituzione di persone. La città di Nettuno convive con i migranti che sono ben accolti nel nostro paese e anzi stiamo facendo il possibile per cercare di integrarli nella nostra comunità. Personalmente ho preteso, nel momento in cui fossero dovuti venire tali migranti, che venissero loro effettuati i tamponi al fine di scongiurare un possibile contagio.

Sono profondamente addolorato per la lettura sbagliata che è passata nella giornata di ieri.

Sappiamo che, preso atto della decisione della Prefettura, ha scientemente deciso di riunire maggioranza ed opposizione in consiglio comunale. Opposizione che fin da subito si è mostrata collaborativa. E’ stato determinante questo incontro?

Assolutamente sì. Mi sono sempre definito “Il sindaco di tutti” e mai come adesso l’apporto delle forze di opposizione è stato determinante. Abbiamo lavorato insieme e i loro consigli viaggiavano parallelamente alla nostra idea di “salvaguardia della città”. Stiamo lavorando insieme, andando oltre ogni forma di lotta di classe, e ci tengo a sottolineare come il lavoro congiunto di maggioranza ed opposizione sia quanto più produttivo e fondamentale in questo momento così delicato per il nostro paese.

Qualcuno, all’interno della maggioranza, nonostante i divieti di assembramento, ha comunque deciso di scendere in campo attivamente generando non poche polemiche. Cosa ne pensa di questa decisione? Potrebbe chiarire quanto accaduto?

Come Sindaco mi sono raccomandato alle forze politiche del paese di lavorare in maniera diversa cercando di evitare gli assembramenti. Ciò nonostante alcuni consiglieri, da liberi cittadini, hanno deciso comunque di recarsi sul posto ma, ci tengo a precisarlo, con il solo intento di controllare la situazione e collaborando con le Forze dell’Ordine senza manifestare alcun tipo di opposizione tanto che, insieme, hanno effettuato un sopralluogo della struttura per valutare la possibilità di accoglienza di queste persone.

Alcun rimprovero, dunque, da rivolgere ai miei consiglieri comunali che si sono dimostrati collaborativi nei confronti delle Forze dell’Ordine e che hanno agito per limitare l’assembramento e non certamente per fomentarlo.

Alcuni cittadini, però, hanno deciso di recarsi in prima persona sul posto in forma di protesta nonostante i divieti previsti nei DPCM. A tal riguardo sono stati presi dei provvedimenti?

Sappiamo che, purtroppo, esistono sempre delle voci fuori dal coro. Ci tengo prima di tutto a dissociarmi da ogni forma di estremismo politico. Le posizioni di tali cittadini non sono in alcun modo da considerarsi condivisibili.

Ho avuto modo di rapportarmi con il Dirigente del Commissariato della Polizia di Anzio il quale mi ha avvisato circa l’intenzione di mettere in atto, per i presenti, delle sanzioni come previsto dai DPCM. Stesse sanzioni previste per tutti coloro che si fossero recati al di fuori delle mura domestiche per futili motivi. Sono d’accordo con la decisione del Commissariato di prevedere tale sanzione per coloro che non hanno rispettato quanto prescritto nei DPCM.

Il problema, come sappiamo, è stato temporaneamente spostato nella città di Anzio. Ha già sentito il sindaco di Anzio, Candido De Angelis? Ci sarà un piano di collaborazione tra i due Comuni?

Ho parlato poco fa con la Prefettura concordando con loro che venga ripristinata la condizione ante. Riaccoglieremo i migranti già presenti nel nostro centro di accoglienza senza alcuna opposizione. Non è nostra intenzione cacciare nessuno, i nostri migranti li abbiamo accolti e continueremo a farlo nel modo più decoroso possibile, come sempre.

Intendo dimostrare, non solo a parole ma anche con i fatti, che tutte le misure prese fino ad ora hanno avuto come solo movente l‘emergenza sanitaria. A tal proposito saranno infatti adottate delle misure di sicurezza che provvederò a gestire con la Dirigenza della ASL.

Vuole lanciare un messaggio alla città di Nettuno?

C’è uno slogan che credo sia emblematico: “Nettuno non abbandona nessuno”. Stiamo lavorando per i nostri cittadini, teniamo al loro bene e cercheremo di supportarli quanto possibile con aiuti economici e con un adeguato supporto da un punto di vista prettamente sanitario. Non abbandoniamo nessuno, neanche i migranti.

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