L’Unione europea ha introdotto il 10 aprile uno nuovo sistema di ingressi/uscite in tutta l’area Schengen: l’Entry/Exit System (EES). Tuttavia, il gruppo delle compagnie aeree ha chiesto alla Commissione europea di permettere la sospensione totale o parziale del sistema. Pare, infatti, che quest’ultimo abbia causato fin dal primo giorno di attuazione forti disagi.

L’UE introduce il sistema EES: arrivano subito le prime difficoltà

A seguito di numerosi rinvii e preparazioni graduali necessarie il sistema biometrico, ora operativo in 29 Paesi europei, si applica a tutti i viaggiatori non Ue che entrano in uno degli Stati Schengen per soggiorni brevi (fino a 90 giorni). Il sistema sostituisce tutte le procedure cartacee a favore di quelle digitali. Il personale addetto ha registrato gli ingressi digitalmente, al posto delle timbre manuali. Lo stesso vale anche per le uscite ed eventuali rifiuti. Oltre a ciò, il sistema raccoglie anche dati biometrici, quali immagini del volto e impronte digitai, insieme ovviamente ai dati del passaporto.

È indubbiamente una meccanica nuova con poche ore di applicazione alle spalle. Eppure, il primo giorno di operatività è stato sufficiente a evidenziare i primi problemi. Nonostante le compagnie aeree abbiano informati i viaggiatore della necessità di doversi presentare con largo anticipo in aeroporto, i disagi sono stati abbastanza rapidi. Secondo una dichiarazione congiunta diffusa da ACI EUROPA e Airlines for Europe (A4E), «disagi per i passeggeri, ritardi e voli persi» hanno segnato la prima giornata di operatività dell’EES. È già da diversi giorni che entrambi gli organismi stanno facendo leva sulle «sfide operative» concernenti l’applicazione dell’EES. Queste ultime, inoltre, affermano che le loro preoccupazioni «sono ora diventate realtà». Pertanto, hanno chiesto alla Commissione europea e agli Stati membri di «introdurre immediatamente una maggiore flessibilità» del sistema.

Giusto rafforzare la sicurezza, ma non può tradursi in «disagi di viaggio»

In un comunicato a parte, l’Airlines for Europe è stata più incisiva. La compagnia aerea ha sostenuto che attendere tre ore alla coda dei controlli non è solo un «problema di rodaggio» dell’EES, ma un «fallimento sistematico». A4E ha poi aggiunto: «Le compagnie aeree lavorano instancabilmente per far arrivare i voli a destinazione in orario, una priorità assoluta per passeggeri e vettori». Nel complesso, il gruppo ha sottolineato che sostiene l’obiettivo del sistema EES per rafforzare la sicurezza, tuttavia ribadisce che «questo non deve tradursi in disagi di viaggio persistenti e ricorrenti». Per questa ragione la richiesta si traduce in una maggiore flessibilità nella sua attuazione, affinché sia possibile svolgere regolarmente le operazioni.

Stefania Cirillo