Esteri

Iran: arrestata la nipote della Guida Suprema Ali Khamenei

Arrestata l’attivista politica e per i diritti umani: Farideh Moradkhani, nipote della Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei. Gli iraniani chiedono diritti e libertà, e la repressione della rivolta pacifica non guarda in faccia a nessuno. L’attivista è stata arrestata a seguito delle proteste in corso nel Paese, che ha sostenuto da oltre due mesi.

La donna lo scorso gennaio era stata incarcerata, per poi essere rilasciata a maggio su cauzione, per aver scritto in un messaggio “cara Regina”, alla vedova dell’ultimo scià, Mohammad Reza Pahlavi deposto dalla Rivoluzione islamica del 1979: Farah Diba.

Farideh Moradkhani: l’attivista Iraniana arrestata

La rivolta in Iran -Photo Credits: ansa.it
La rivolta in Iran -Photo Credits: ansa.it

Farideh è la figlia della sorella di Khamenei: Badri, e dello sceicco Ali Moradkhani (noto come Ali Teherani), che dopo la Rivoluzione guidata da Khomeini nel ’79, diventò un dissidente e trovò rifugio in Iraq. Ali Teherani è morto lo scorso ottobre nella capitale iraniana all’età di 96 anni. Secondo un tweet di suo fratello, Mahmoud Moradkhani, oppositore del regime, che attualmente vive in Francia, Farideh Moradkhani, l’attivista iraniana di 36 anni, sarebbe stata “arrestata e portata in carcere oggi, quando si è recata presso l’ufficio del procuratore per scontare un ordine del tribunale“.

Nel messaggio incriminato, con il quale era stata arrestata lo scorso anno, aveva scritto in occasione dell’83esimo compleanno di Farah Diba, il 14 ottobre 2021,una poesia a lei dedicata: “Cara regina e madre della mia patria! So che tornerai e porterai la luce per spezzare l’oscurità della notte”. Con questo messaggio aveva lanciato una sfida allo zio e agli ayatollah. A pochi mesi prima del suo arresto, risale l’avvio di una campagna a favore dei detenuti e contro la pena di morte.

Le proteste in Iran: tarscorsi due mesi

Sono passati ormai due mesi dall’inizio delle proteste e degli scioperi innescati a seguito della morte della ventiduenne Masha Amini. Secondo l’Onu, 14.000 persone sono state arrestate durante le proteste. Le Nazioni unite chiedono che l’uso “non necessario e sproporzionato” della forza in Iran cessi quanto prima. Le città Iraniane hanno bisogno di aiuti medici e di cibo.

Centinaia di manifestanti sono stati colpiti da proiettili in faccia, perdendo la vista. Tra i video diffusi sui social, uno mostra il diciottenne Parsa Ghobadi, che ha perso entrambi gli occhi durante gli spari a Kermanshah lunedì. L’Associazione degli oftalmologi ha espresso preoccupazione per le numerose ferite. «Kurdistan, occhio e luce dell’Iran», gridano i manifestanti.

Mariapaola Trombetta

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