I votanti riuniti presso la sede dell’UER a Ginevra hanno approvato – con 738 “sì”, 265 “no” e 120 astensioni – “una serie di modifiche” al celebre concorso televisivo “destinate a rafforzare la fiducia, la trasparenza e la neutralità dell’evento”, rendendo così “ammissibili” tutti i membri che desiderano partecipare al concorso, ha annunciato l’organizzazione in un comunicato, precisando che non è stato organizzato alcun “voto supplementare” sulla partecipazione all’edizione del prossimo anno. Spagna, Olanda, Slovenia e Irlanda – ma altri probabilmente si aggiungeranno alla lista, ad esempio l’Islanda – hanno annunciato che boicotteranno la 70esima edizione.
Irlanda, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia boicotteranno l’Eurovision Song Contest del 2026, dopo che a Israele è stata consentita la partecipazione. Erano tra i numerosi Paesi che avevano chiesto l’esclusione di Israele a causa della guerra a Gaza e delle accuse di pratiche elettorali ingiuste.
L’emittente televisiva spagnola RTVE ha guidato la richiesta di una votazione a scrutinio segreto sulla questione durante un incontro a Ginevra. Ha affermato che gli organizzatori hanno respinto la richiesta, una decisione che “ha accresciuto la [nostra] sfiducia nell’organizzazione del festival”. L’emittente irlandese RTÉ ha affermato di ritenere che la sua “partecipazione resti inaccettabile, data la spaventosa perdita di vite umane a Gaza e la crisi umanitaria che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili”.
La Spagna è uno dei “Big Five” dell’Eurovision, insieme a Francia, Germania, Italia e Regno Unito. I loro artisti sono ammessi direttamente alla finale, poiché le loro emittenti forniscono il contributo finanziario più consistente all’EBU.
Circa 50 emittenti, tra cui la BBC, hanno partecipato giovedì a una riunione dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU) per discutere del futuro del concorso, seguito ogni anno da oltre 150 milioni di persone.
Perché Israele partecipa all’Eurovision nonostante le polemiche
L’Ebu ha quindi preso la sua decisione. “Un’ampia maggioranza dei membri ha convenuto che non era necessario un ulteriore voto sulla partecipazione e che l’Eurovision Song Contest 2026 avrebbe dovuto svolgersi come previsto, con le ulteriori garanzie in atto”. A favore della partecipazione di Israele alla 70esima edizione di Eurovision hanno votato in 738, mentre 265 si sono espressi contro e 120 si sono astenuti. A sostenere la presenza di Israele è stata soprattutto la Germania: il cancelliere Friedrich Merz aveva dichiarato a ottobre che avrebbe appoggiato il ritiro di Berlino se Israele fosse stato escluso.
Dopo lunghe consultazioni con i membri dell’Ebu, erano state decise nuove regole di voto per la prossima edizione, che si svolgerà a Vienna dal 12 al 16 maggio 2026 e che oggi sono state messe sul tavolo. Tra queste anche una stretta per i televotanti: per l’edizione 2026 il numero massimo di voti per metodo di pagamento (online, sms e telefonate) sarà ridotto da 20 a 10.





