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Iron Man 2 e i riferimenti a Walt Disney

Quarantena e Disney Plus, una combo comune a molti che ha riempito le nostre giornate di questa insolita primavera. C’è chi ha rivisto i classici d’infanzia, chi ha recuperato gli ultimi film Marvel o Star Wars e chi ha viaggiato con la sezione di National Geographic. In questa scorpacciata di contenuti abbiamo notato una cosa curiosa riguardante la sezione Marvel (no, non riguarda i camei di Stan Lee). Durante la visione di Iron Man 2 si nota un personaggio particolarmente familiare, ma non perché lo abbiamo già visto in altri capitoli del Marvel Cinematic Universe.

Se inizialmente è più una sensazione dello spettatore (del tipo: “Dove l’ho già visto?!”), guardando il primo episodio della serie documentario Dietro le quinte dei parchi Disney – The Imagineering Story, il riferimento è palese. La serie originale di Disney Plus racconta la storia dei parchi Disney e nei primi episodi lo stesso Walt Disney spiega la sua visione. Ecco, anche in Iron Man 2 vediamo un personaggio fare una cosa simile (anche se non costruiva propriamente parchi divertimento): Howard Stark (John Slattery), il padre di Tony (Robert Downey Jr).
Ovviamente l’analogia non si nota unicamente guardando The Imagineering Story, ma lì è immediato.

Walt Disney e Howard Stark (da "Iron Man 2") a confronto.
Walt Disney e Howard Stark (John Slattery) – Photo credit: dal web

Iron Man 2: Walt Disney e Howard Stark a confronto

In Iron Man 2, Tony Stark organizza la Stark Expo, cioè un’esposizione in cui le menti migliori del mondo hanno l’occasione di presentare idee e risorse per garantire un futuro migliore al pianeta. L’Expo era stata già realizzata anni prima da Howard Stark, focalizzato principalmente sulla tecnologia per il futuro e poi su un’ideale “città del futuro”. Tutte queste informazioni sono chiare grazie ai vecchi video di presentazione che Tony riguarda. Ed è qui che notiamo la grande somiglianza con i video realizzati da Walt Disney quando presentava i suoi progetti per i parchi a tema.

Il padre del supereroe si era reso conto che la tecnologia del suo tempo non era sufficiente, così ha lasciato l’eredità al figlio confidando nel progresso. Howard Stark era quindi sicuro che in un futuro non troppo lontano le cose che aveva solo immaginato sarebbero state possibili. Dai racconti dei colleghi di Walt Disney è chiaro che anche il padre di Topolino avesse intuizioni simili a quelle di Howard (tenendo sempre ben presente che il primo è un personaggio reale, mentre il secondo di fantasia).

Howard Stark in una scena di "Iron Man 2".
Howard Stark (John Slattery) – Photo credit: dal web

Bene, a questo punto abbiamo due figure importanti, che portano innovazione e che presentano un progetto. Se, però, ci basassimo solo su questo troveremo sicuramente tanti altri personaggi dalle caratteristiche simili. Cos’è allora che ci fa accostare i due uomini con tanta sicurezza?
Il fatto che Iron Man 2 è stato il primo film ad uscire quando la Walt Disney Company ha acquistato i Marvel Studios?
No, anche se questo potrebbe sembrare plausibile, l’acquisizione non c’entra nulla perché il film è stato realizzato prima degli accordi definitivi.

Iron man 2: Stark Expo e EPCOT a confronto

Il modo più semplice per spiegare le somiglianze tra Howard e Walt è prendere in considerazione le loro idee a lungo termine.

Abbiamo già detto cos’è la Stark Expo, in particolare l’edizione degli anni settanta veniva chiamata “città del futuro”, il cui nome è piuttosto esplicativo. La ricerca di nuove tecnologie per il progresso è stata, ed è tutt’ora, tra i principali obiettivi della Walt Disney Company. Anche Walt aveva un progetto ambizioso: l’EPCOT (Experimental Prototype Community of Tomorrow, cioè prototipo sperimentale della comunità del domani).

Walt Disney e il progetto EPCOT.
Walt Disney presenta il progetto EPCOT – Photo credit: dal web

«EPCOT prenderà spunto dalle nuove idee e le nuove tecnologie che stanno ora emergendo dai centri creativi dell’industria americana. Sarà una comunità di domani, che non sarà mai completata, ma starà sempre rinnovando e testando, e mostrando nuovi materiali e nuovi sistemi. EPCOT sarà sempre una vetrina verso il mondo dell’ingegno e la fantasia della libera impresa americana.»
Walt Disney

L’idea era dunque di realizzare una comunità modello che sarebbe stata la casa di ventimila persone e una sorta di banco di prova per l’organizzazione cittadina. La piantina circolare prevedeva imprese e aree commerciali al centro, a seguire gli edifici di comunità e le scuole, mentre i quartieri residenziali sarebbero stati sul perimetro. I trasporti sarebbero stati principalmente su monorotaie, mentre le auto avrebbero potuto circolare solo sottoterra, mantenendo le strade libere per i pedoni.

In Iron Man 2, anche il progetto di Howard era circolare, possiamo infatti vedere il modellino sullo sfondo nei suoi video di presentazione.

EPCOT oggi

Concept Art del parco Disney EPCOT.
Il parco EPCOT attuale – Photo credit: dal web

Facendo una brevissima digressione, EPCOT, come era stato pensato da Walt Disney, non è mai stato realizzato. Infatti, Walt non aveva ottenuto i finanziamenti sufficienti per poter iniziare i lavori e morì pochi anni dopo. Tuttavia, oggi esiste un parco a tema Disney dal nome EPCOT: si trova in Florida, proprio dove sarebbe dovuto nascere il modello di Walt Disney. Il parco è formato da due aree: Future World, luogo in cui diversi padiglioni mostrano applicazioni innovative della tecnologia, e World Showcase, che mostra modelli in scala ridotta di monumenti famosi del mondo.

Iron Man 2: sguardi nel futuro a confronto

Per portare un esempio dello sguardo lungimirante di Walt Disney, citiamo un’invenzione realizzata appositamente per gli ospiti del suo parco a tema. Negli anni venti è stato sviluppato un sistema di ripresa detto Cinerama per la proiezione di immagini di grandi dimensioni in modo da avere un’esperienza molto simile a quella dell’occhio umano. La tecnica di ripresa prevede tre diverse cineprese e attualmente esistono solo tre sale nel mondo attrezzate a questo tipo di proiezione.

Il cinema a 360° Disney.
Il circarama – Photo credit: dal web

Come è facile intuire, Walt Disney era affascinato dalle invenzioni più moderne e si domandava sempre come avrebbe potuto sfruttarle al meglio. Così, sotto la spinta di Walt, Don Iwerks inventò un nuovo sistema detto Circarama (o Circle Vision). Questo permetteva una visione a 360° con l’ausilio di più schermi posizionati in modo tale da formare un anello. Il nuovo sistema richiedeva l’utilizzo di undici telecamere simultaneamente ed è stato installato a Disneyland per far vivere agli ospiti avventure (quasi) in prima persona.

L’industria del cinema si allontana parecchio da quella di Howard Stark, ma l’occhio sul futuro in campo tecnologico accomuna i due personaggi provenienti da questi ambienti così diversi. È con una frase di Dick Nunis, direttamente dal documentario sui parchi Disney, riguardo proprio al Circarama, che possiamo evidenziare al meglio questa somiglianza:

«Walt diceva – Un giorno, però, esisterà una tecnologia per cui ci sarà uno schermo che va tutto intorno e sul soffitto e vi si verrà immersi dentro senza avere bisogno di schermi.»
Dick Nunis

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