Espandere gradualmente le operazioni di terra a Gaza, occupare totalmente la Striscia e mantenere i territori conquistati. E ancora: spostare la popolazione verso sud, negare a Hamas la possibilità di distribuire rifornimenti umanitari che saranno distribuiti tramite aziende private e attaccare i miliziani palestinesi, in modo da arrivare alla vittoria. Sono questi i punti principali del piano – riferito da Haaretz e Times of Israel – approvato questa notte all’unanimità dal gabinetto israeliano, finalizzato a espandere l’azione nella Striscia.

L’approvazione è avvenuta in previsione della visita del presidente statunitense Donald Trump in Medio Oriente della prossima settimana (comincia martedì 13 maggio). Secondo fonti militari del quotidiano Haaretz, il nuovo piano non verrà attuato prima di questa visita. A febbraio Trump, dopo che aveva incontrato alla Casa Bianca Netanyahu, aveva proposto un proprio contestatissimo piano, che prevedeva che fossero gli Stati Uniti a prendere il controllo di Gaza.

Netanyahu ha affermato che la popolazione di Gaza “sarà trasferita per proteggerla” e che qualsiasi territorio le forze israeliane conquisteranno non verrà ceduto in seguito. Nel video il premier cita anche la decisione di non istituire una commissione statale d’inchiesta sul 7 ottobre, affermando: “Dobbiamo farlo, ma alla fine della guerra. Siamo alla vigilia di un’invasione massiccia di Gaza, secondo le raccomandazioni dello Stato maggiore. Poi la esamineremo e sarà necessario un esame politico, a partire dal primo ministro e dallo staff”.

Il segretario delle Nazioni  Unite, Antonio Guterres, è “allarmato” dal piano adottato dal gabinetto di sicurezza israeliano per un ampliamento delle operazioni  militari volte alla “conquista” della Striscia di Gaza. 

“È allarmato da queste notizie di piani israeliani per ampliare le operazioni di terra e prolungare la presenza militare a Gaza”, ha  affermato il portavoce Farhan Haq. “Questo porterà inevitabilmente a un numero incalcolabile di altri civili uccisi e all’ulteriore distruzione di Gaza”, ha aggiunto, sottolineando che “Gaza è e deve  rimanere parte integrante di un futuro Stato palestinese”.