Siamo ufficialmente entrati nel terzo giorno della guerra portata avanti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e, per la prima volta, i militari israeliani hanno colpito anche il Libano. Nella notte tra domenica e lunedì sono state colpite diverse zone del Paese, inclusa la capitale Beirut. L’esercito israeliano sostiene di aver indirizzato le aggressioni contro obiettivi appartenenti al gruppo radicale Hezbollah, in risposta ad alcuni attacchi compiuti da quest’ultimo.

Hezbollah è la principale forza politica e militare del Libano, ed è tra le maggiori alleate dell’Iran; domenica aveva attaccato Israele, che ha risposto bombardando. Almeno per il momento, gli Stati Uniti non hanno preso parte ai bombardamenti. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di circa cinquanta città nell’est e nel sud del Libano, e ha chiesto ai civili di allontanarsi di almeno un chilometro dai centri abitati. Tra le zone maggiormente coinvolte c’è Dahieh, quartiere alla periferia sud di Beirut, dove si trovano bunker, strutture e tunnel di Hezbollah.

Attacco di Israele contro il Libano: migliaia di civili in fuga

Il Ministero della Salute libanese ha riferito che, al momento, gli attacchi israeliani su Beirut e sul Libano meridionale avrebbero ucciso trentuno persone, ferendone centoquarantanove: si tratta, tuttavia, di numeri destinati a salire. Nel frattempo, i cittadini sono in fuga dalla capitale, ma sono bloccate nel traffico dell’autostrada. Oltre tremila persone sfollate stanno cercando di dirigersi verso nord, nella zona montuosa, ma anche a sud, verso la città portuale di Sidone. La protezione civile libanese, nel frattempo, ha fatto sapere di aver aperto più di quaranta scuole come rifugi.

I bombardamenti israeliani contro Hezbollah proseguono, a fasi alterne, da ormai quasi due anni, ovvero dall’autunno del 2024. L’esercito ha iniziato con raid a distanza, per poi proseguire con un’invasione del Libano, terminata dopo alcune settimane con un cessate il fuoco. Israele, tuttavia, non ha mai davvero smesso di colpire il Paese.

Federica Checchia