A colpire 250 jet militari dell’Aeronautica che, secondo l’esercito, si sono alzati in volo tra lunedì e martedì dalla base militare nel centro di Israele di Tel Nof e delle altre in Golan. L’obiettivo sarebbe stato colpire l’arsenale con cui Hezbollah attacca da 354 giorni il nord del Paese e l’area di Haifa, con due milioni di residenti. Nell’attacco due operatori Onu in Libano hanno perso la vita.

La morte dei due operatori Onu in Libano

Le vittime dei raid, secondo un bilancio fornito da Beirut, sono salite a 558, “tra cui 50 bambini”. Uccisi anche due membri dello staff dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati: ad annunciarlo è stato il direttore generale Filippo Grandi su X, criticando gli attacchi aerei israeliani che stanno “mietendo centinaia di vittime civili”.

Già nel primo pomeriggio l’Iaf aveva preso di mira un edificio residenziale a Beirut sud, nella zona di Rabiri. Dove si trova il quartier generale del partito di Dio. Dopo l’attacco piani di una palazzina sono stati polverizzati: l’obiettivo era il comandante militare dell’unità missili e razzi del gruppo sciita Ibrahim Qubaisi.

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