Nella giornata di oggi, Israele ha bombardato Sana’a, capitale dello Yemen. Da molti anni la città è sotto il controllo del gruppo politico armato sciita degli Houthi, sostenuto dall’Iran. L’esercito israeliano ha rivelato al giornale Times of Israel che l’aviazione avrebbe raso al suolo due centrali elettriche, un complesso di edifici militari nei pressi del palazzo presidenziale e un deposito di carburante.

Secondo le IDF, il palazzo presidenziale yemenita di Sana’a è «situato all’interno di un sito militare da cui vengono condotte le operazioni militari delle forze del regime terroristico Houthi». Al momento, risultano almeno due vittime e oltre trentacinque feriti.

Attacchi e raid tra Yemen e Israele

Le due centrali elettriche prese di mira «rappresentavano un’importante fonte di approvvigionamento elettrico per le attività militari», afferma l’esercito.Gli attacchi hanno coinvolto circa una dozzina di velivoli dell’IAF, tra cui caccia e rifornitori. Secondo fonti militari, sui quattro obiettivi sono state sganciate più di trenta munizioni.

Da quando il governo di Benjamin Netanyahu ha dato inizio all’invasione della Striscia di Gaza, Israele e Yemen si sono più volte attaccati a vicenda. Lo scorso venerdì, gli Houthi hanno lanciato un missile e un drone verso il territorio israeliano. Il raid, però, non ha provocato danni importanti.

Federica Checchia