“Mi dispiace moltissimo di non potermi esibire a Istanbul la prossima settimana. Le autorità cittadine hanno annullato lo spettacolo nell’interesse della sicurezza pubblica”: così Robbie Williams ha comunicato che non si esibirà nella città turca. Alcune ong insieme ad account social turchi e organizzazioni pro-Gaza hanno chiesto che lo spettacolo fosse annullato, accusando Robbie Williams di essere un “sionista”. La società organizzatrice dell’evento ha annunciato l’annullamento del concerto “in linea con una decisione presa dall’ufficio del governatore di Istanbul” e spiegando che i rimborsi dei biglietti saranno elaborati a breve tramite la piattaforma su cui sono stati acquistati.

Su Instagram il cantante ha scritto: “L’ultima cosa che vorrei fare è mettere a repentaglio la sicurezza dei miei fan: la loro sicurezza e incolumità vengono prima di tutto”.

Robbie Williams è sposato con una donna ebrea e si è esibito in Israele, nonostante gli appelli degli attivisti filopalestinesi a boicottare il Paese. La cancellazione del concerto arriva dopo che diverse ong avevano esortato le autorità turche a vietare il concerto e altre avevano programmato proteste con lo slogan “Robbie Williams sionista, vattene dalla Turchia!”.

Il concerto si sarebbe dovuto tenere nell’anniversario del devastante attacco di Hamas in Israele di due anni fa, in cui migliaia di fondamentalisti islamici palestinesi uccisero circa 1.200 persone e ne presero in ostaggio 251, innescando la guerra in corso a Gaza. La società organizzatrice ha annunciato la cancellazione del concerto “in linea con una decisione presa dall’ufficio del governatore di Istanbul”, aggiungendo che i rimborsi dei biglietti sarebbero stati elaborati a breve tramite la piattaforma su cui erano stati acquistati. Parlando alla France Presse, la fonte dell’ufficio del governatore ha citato “problemi di sicurezza” senza fornire ulteriori dettagli.