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Italia: dalle stelle alle stalle

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Stasera alla “Dacia Arena” di Udine andrà in scena la finalissima dell’Europeo Under 21 tra Spagna e Germania, remake di quella di soli due anni fa. Grande rammarico per l’assenza dell’Italia e per il “non fallimento” degli azzurrini. Di Biagio si è dimesso: scopriamo il futuro della giovane Italia.

Rammarico

Alle 20,45 nella splendida cornice della “Dacia Arena” andrà in scena la finale dell’Europeo Under 21 tra la Spagna, primatista nel girone dell’ Italia e Germania. Identica sfida del precedente Europeo. Correva il 2017, quando i tedeschi si imposero nella finale di Cracovia con il risultato di 1-0, autore del gol fu Weiser, adesso in forza al Bayer Leverkusen. Segnale evidente dunque della forza dei giovani ragazzi spagnoli e tedeschi, vogliosi di far ritornare presto a vincere anche le rispettive nazionali maggiori.

Resta, comunque, il grande rammarico di non aver potuto ammirare la nostra giovane Italia nella finalissima di Udine, davanti ai propri tifosi nell’Europeo di casa. In quella che sarebbe stata sicuramente una ghiotta occasione di tornare a vincere dopo quindici anni (il quinto trofeo per gli azzurrini, che restano, comunque, i più titolati fin ora, arrivò nel 2004).

La formazione di Di Biagio, infatti, era stata capace di battere proprio la Spagna, finalista, al debutto. Dopo un primo tempo equilibrato, gli azzurrini sono emersi nei secondi 45′, dominando il match, concluso con un netto 3-1. L’Italia, inoltre, poteva contare su una squadra di sicuro talento e qualità e candidata come una delle favorite del torneo. Anche a non voler pretendere la vittoria finale, ci saremmo sicuramente aspettati ben altro cammino dalla nostra Nazionale, prematuramente eliminata.

PHOTO CREDITS: Eurosport
L’esultanza dei calciatori tedeschi nella finale europea del 2017.

Cosa non è andato

La principale e unica causa dell’eliminazione dei nostri giovani azzurri dalla competizione, senza aggrapparsi ad inutili accuse di “biscotto”, è sicuramente la seconda gara contro la Polonia. Gli azzurrini, pur dominando l’incontro, non sono riusciti ad incidere sotto porta, trovando la via della rete. La prevedibilità del gioco e la mancanza di soluzioni alternative al solito copione proposto, sono state decisive ai fini della sconfitta, arrivata praticamente dall’unico tiro polacco. Tanta sfortuna sicuramente, ma anche poca concentrazione in una partita dove perfino uno striminzito pareggio sarebbe bastato.

Brutta prova, a dispetto della tradizione, da parte del reparto difensivo. Orfano di un vero e proprio carismatico leader e privo di punti di riferimento sulle fasce (tutti i terzini hanno giocato pochissimo nelle rispettive squadre, tranne Calabresi), il reparto arretrato ha fatto fatica a mantenere la concentrazione per tutti i 90′, prendendo gol in tutte le partite disputate.

Grande delusione, inoltre, per la coppia Kean-Zaniolo, due dei giovani più attesi. Esplosi, quest’anno nella Juventus e nella Roma, i due sono stati esclusi nella terza partita per essere arrivati tardi alla riunione tecnica e nonostante le scuse, prontamente poste all’allenatore, il loro atteggiamento non ha sicuramente aiutato.

Italia
PHOTO CREDITS: CalcioMercato.com
Kean e Zaniolo, le delusioni dell’Europeo italiano.

Di Biagio

Si è conclusa nel peggiore dei modi la lunga avventura del tecnico romano sulla panchina degli azzurrini, il c.t più longevo dopo Cesare Maldini alla guida dell’Under 21. Arrivato nel Luglio del 2013 in sostituzione di Davis Mangia, Di Biagio ha guidato l’Italia in un ciclo di tre europei (2015, 2017 e 2019) in un cammino, però, avaro di successi. Migliore esperienza nel 2017, quando l’Italia superò la fase a gironi, raggiungendo le semifinali contro la Spagna. Gli azzurrini persero 3-1, contro una Spagna, tuttavia, nettamente superiore con giocatori del calibro di Saùl e Asensio.

Pessima l’avventura nel 2015, quando l’Italia fu eliminata ai gironi, nonostante un organico ricco di qualità dalle future finaliste Portogallo e Svezia. Insomma, questo Europeo rappresentava, sicuramente, una grande occasione di riscatto e la delusione resta grande. Con un organico del genere, davanti ai propri tifosi e con delle avversarie forti, ma non irresistibili, si ha la netta sensazione di poter parlare di un vero e proprio “fallimento”

Parola questa, assolutamente vietata alle orecchie dell’ormai ex tecnico Di Biagio, che si è detto soddisfatto del percorso effettuato. Una nazionale capace di creare tantissimo, di tirare moltissime volte e nel complesso delle tre partite di subire pochi tiri in porta, non può dichiararsi fallita secondo le parole dell’ex centrocampista. A lui va riconosciuto il merito di aver lanciato tantissimi giovani nella Nazionale maggiore, ma purtroppo nel calcio sono i risultati che fanno la differenza e da quel punto di vista, non ci siamo proprio.

PHOTO CREDITS: Gazzetta
Di Biagio, ormai ex tecnico della Nazionale Under 21.

Il futuro della giovane Italia

Sono ancora incerte le sorti della giovane Nazionale per il futuro. Nelle ultime settimane si era diffusa la suggestiva voce di un possibile approdo di Daniele De Rossi, il cui futuro rimane estremamente incerto, in bilico tra il finale di carriera e un possibile proseguo della carriera di calciatore in Serie A (pochi giorni fa sembrava prossimo alla Fiorentina). Meno suggestiva, ma sicuramente più probabile sarebbe l’opzione interna Nicolato. Una scelta in linea con il percorso da sempre svolto dalla Federazione, per un allenatore reduce da un ottimo Mondiale con l’Under 20 (concluso al quarto posto).

Grande amarezza, tuttavia, per il nostro calcio, che non verrà rappresentato alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020. Ieri infatti, anche le ragazze hanno terminato il percorso mondiale a un passo dalla semifinale, nei quarti contro l’Olanda, mancando così l’approdo alle Olimpiadi. La fiducia, però, resta tanta per un movimento calcistico che ha il tempo e le capacità per potersi risollevare in pieno, a cominciare dalla Nazionale maggiore di Roberto Mancini, chiamata a dimenticare il mancato approdo al Mondiale di appena un anno fa.

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