Pallavolo

Ivan Zaytsev mura il coronavirus: le sue parole

Ivan Zaytsev, uno dei più famosi pallavolisti italiana, ha rilasciato un’intervista in diretta a TMW Radio durante “Stadio Aperto”. Lo zar Zaytsev parla dell’emergenza coronavirus, dando consigli e spiegando qual è la situazione momentanea e quali sono le ipotesi future.

Zaytsev coronavirus
Ivan Zaytsev – Photo Credit: Zaytsev Official Facebook Account

Zaytsev contro il Coronavirus

Il coronavirus è un avversario diverso quello che questa volta si trova ad affrontare Ivan Zaytsev; lo zar capitano di Modena, come tutti, sta affrontando la situazione di emergenza a casa con la sua famiglia. Nonostante tutto, Ivan trova il lato positivo del tempo che trascorre in casa diversante dalla sua solita routine; ecco cosa racconta lo zar nazionale a TMW Radio:

Quali iniziative benefiche sono attualmente in atto?
“Stiamo cercando di dare una mano, per quanto possiamo fare noi da casa. Mi sembra il minimo aiutare a sensibilizzare la gente e fare le donazioni. Con lo spogliatoio abbiamo fatto una raccolta fondi per l’ospedale di Modena, inoltre ne abbiamo fatta un’altra con tutti gli altri capitani del campionato”.
Bisognava fermarsi prima?
“Sì, sarebbe stato meglio. Stavano cominciando, qualche settimana fa, a uscire le varie restrinzioni. Era il primo segnale che non sarebbe stato possibile lo scambio tra le persone tra le varie regioni. Non aveva senso giocare, non si rispettava il decreto legislativo. Ho sempre detto, fin da subito, che lo sport si sarebbe dovuto fermare”

Come sono le giornate di Zaytsev?
“La giornata è faticosa, il dispendio energetico è quasi maggiore. Ci si sveglia presto la mattina e ci si addormenta presto la sera. Ho tre bambini piccoli molto energici: ora capisco mia moglie quando mi apre la porta di casa e mi guarda in cagnesco quando gli dico di essere stanco. Ma credo sia un momento per recuperare il tempo perso con i propri figli, mi sono perso tanti momenti importanti per il lavoro. Le passioni? Ho rimesso in ordine il garage, tirando fuori qualche attrezzo per fare il lavoro fisico. Poi un po’ di videogames con mio figlio, seguo le notizie e mi informo. Tra i fornelli? Mi diverto, cucino. Cerco di far contenti un po’ tutti, anche se i gusti dei bambini variano da minuto a minuto. Mio figlio adesso usa la palla da pallavolo, non da calcio, ma non l’ho mai forzato e né costretto”. 

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Capitan Zaytsev e il coronavirus: tra ipotesi e consigli

Cosa ti sentiresti di dire ai ragazzi che vorrebbero uscire?
“Premetto che, sbagliando, non seguivo alcuna regola da ragazzo, ma non c’è mai stata una situazione tale. Chi tiene il nostro paese in mano ha imposto delle regole, che vanno per forza rispettate se vogliamo essere un popolo vincente. Bisogna partire dalle piccole cose per cambiare quelle più grandi”.
Il futuro del campionato?

“C’è stato un incontro ieri sera, dove è stato deciso di prendere tempo e rimandare ogni decisione al 3 aprile. Siamo alla finestra, la situazione si evolve ogni giorno. Ieri sembrava regredire il virus, invece oggi abbiamo avuto un’altra botta. Siamo tutti sulla stessa barca e si naviga a vista. L’Olimpiade? Hanno preso tempo anche loro. Il problema è che ancora non si sono conclusi dei tornei che qualificano i vari atleti. Bisogna trovare il tempo materiale per svolgere questi in primis in assoluta sicurezza per poi pensare ai giochi olimpici. Ho qualche paura che ci siano dei ritardi, ma aspettiamo e ci prepariamo”. 

Che Modena hai visto?
“Fin dall’inizio si è subito mostrata con un senso civico lodevole. Ci sono poche persone per strada, c’è molta attenzione alla distanza. La città si è fermata per poi ripartire quando tutto finirà”.
Il movimento della Pallavolo in Italia?
“Siamo il secondo movimento per numero di tesserati in Italia dopo il calcio. Possiamo crescere e fare ancora di più. Dal punto di vista maschile i risultati sono un po’ sotto le aspettative, le ragazze invece hanno avuto un ricambio generazionale molto importante. Ci aspetta una bella ‘gita’ a Tokyo alla ricerca delle medaglie”.

Zaytsev coronavirus
Zaytsev – Photo Credit: Zaytsev Official Facebook Account

Qualche curiosità sullo zar

Ivan Zaytsev nasce a Spoleto, in Umbria; è figlio di genitori entrambi sportivi: papà Vjaceslav, pallavolista e campione Olimpico nel 1980, e mamma Irina, nuotatrice argento agli europei nel 1966. Ivan ha sempre infatti dichiarato che grazie all’educazione ricevuta voleva diventare uno sportivo; se non fosse riuscito nell’intento non avrebbe avuto altre idee sul suo futuro. L’esordio avviene come palleggiatore nelle giovanili del Perugia; passa in serie A1 per il campionato 2004/2005. Tra gli sport, oltre la pallavolo, predilige il basket e il tennis, in particolare ama l’NBA e Roger Federer; nella vita è appassionato di cucina, tanto da sognare un futuro da cuoco per il figlio Sasha. Ultima curiosità sul russo più italiano del mondo: il suo cognome in realtà si pronuncia “Saizev”, con la s di schiacciata.

Articolo a cura di Chiara Zambelli

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