Musica

James Brown, il padrino del Soul che rivoluzionò la musica

A nome di tutti i colleghi, era considerato “il più infaticabile lavoratore dello spettacolo“. Mr. James Joseph Brown è stato uno dei musicisti più rivoluzionari della storia. La sua influenza nel mondo della musica si estende al gospel, il rhythm and blues ma anche il soul, funk e addirittura rap e disco. Tra gli artisti che maggiormente sono stati ispirati da “Mr. Dynamite” ci sono Prince, Mick Jagger ma soprattutto Michael Jackson, considerato il suo successore.

Basta nominare “I Feel Good” o “Sex Machine” per capire l’impatto che la sua musica ha avuto sulla contemporaneità. Le sue canzoni sono state le più campionate nella storia della musica, soprattutto durante l’evoluzione dell’hip-hop, che attinse a piene mani dai ritmi sincopati di “Mr. Dynamite“. James Brown è stato anche un pioniere delle esibizioni dal vivo, di cui si ricordano i passi di danza diventati celebri che offrivano al pubblico uno spettacolo completo oltre la semplice esecuzione dei brani.

Il duro lavoro dello show business

James Brown, nato nel 1933, imparò il significato del sacrificio già dall’infanzia, lavorando nei campi di cotone e successivamente come lustrascarpe. Passò un’adolescenza turbolenta: a 16 anni fu arrestato per rapina a mano armata ma in riformatorio conobbe il musicista e produttore Bobby Byrd, che lo aiutò a intraprendere la carriera di cantante. Negli anni Quaranta iniziò a esibirsi con un quartetto vocale, esperienza che lo aiutò a scoprire il suo carisma da frontman.

In un’epoca in cui il colore della pelle poteva rappresentare un ostacolo, James Brown conquistò il successo grazie al sudore della fronte e alla sua determinazione. Nel ’56 pubblicò la celebre “Please, Please, Please” (che ad oggi conta 40 dischi d’oro) scritta insieme alla sua prima band, i Flames. Ma fu negli anni Sessanta che diventò una star della musica nera grazie a “It’s a Man Man Man’s World“, eseguita nel 2002 insieme a Luciano Pavarotti, e la già citata “I Feel Good”. Quell’ululato iniziale rimane ancora oggi scolpito nella mente di molti.

James Brown oltre i limiti: una vita di eccessi

Nel 1962 realizzò il disco il best seller “Live at the Apollo“, che lo proiettò verso la notorietà globale. Al successo, seguì la trasgressione. Pochi anni dopo iniziò a fare uso di droghe, che negli anni lo portarono all’arresto per diversi reati legati al possesso e al consumo di stupefacenti. Nel 1978 fu persino arrestato sul palco dell’Apollo Theater a New York mentre stava terminando la sua esibizione.

Eppure si batté attivamente contro la droga durante il primo ventennio di carriera e a favore dei diritti civili. Credeva nell’istruzione per tutti e nell’uguaglianza, tanto da essere nominato “Soul Brother N°1” dal movimento Black Power. Oltre alla musica intraprese la carriera di attore. Celeberrima la sua apparizione nel film del 1980 “The Blues Brothers nei panni del Reverendo Cleophus James.

Amava la musica più di ogni cosa James Brown, tanto da realizzare cento dischi in quasi cinquant’anni di carriera fino alla sua morte, il giorno di Natale del 2002. Ad oggi James Brown lascia un’eredità artistica immensa. La rivista Rolling Stones lo ha inserito in top 10 nella lista dei migliori cantanti e in quella dei migliori artisti di sempre.

Simone Zangarelli

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