Cinema

James Wan: partire dal torture porn per arrivare ai comic movies

Nel raccontare i primi passi della carriera di James Wan, non ci si può esimere dall’accostargli il nome di Leigh Wannell, socio solo creativo prima e anche produttivo poi. I due si conosco al Royal Melbourne Institute of Techology di Merlbourne intorno al 1996.

Liegh Wannell è già battezzato agli ambienti della produzione cinematografica e televisiva: scrittore precoce passato per la critica cinematografica, arriva a presentare un programma per ragazzi della TV australiana il sabato mattina. Già sgrezzato alle dinamiche del business, conosce James Wan al RMIT e subito tra i due si instaura un’irresistibile intesa magnetica attorno a quella che è la passione e l’ossessione di entrambi: l’horror.

James Wan: il lungo parto di un nuovo tipo di orrore

Meglio ancora, la scrittura di script e sceneggiature horror. I due si mettono subito al lavoro su una serie di progetti, ma presto i loro sforzi si concentrano esclusivamente su una sceneggiatura in particolare. E’ uno script horror nella natura più brutale del termine: scene di estrema, bestiale violenza cucite intorno a una struttura che ricorda le dinamiche del thriller. Siamo nel 2001 e i produttori australiani non sono particolarmente interessati al progetto. I nostri quindi spostano le loro attenzioni a Los Angeles in cerca di finanziatori. Tessono la loro tela di relazioni e girano un breve corto promozionale della loro idea. Stuzzicano l’interesse delle Twisted Pictures, costola horror della Evolution Entertainment.

Un budget risicato di 1,2 milioni di dollari, 18 giorni di produzione e un nome: “Saw”. Nel gennaio del 2014 la pellicola diretta da Wan vede la luce delle sale. Poco dopo il colosso Lionsgate la distribuisce in tutto il Nord America. In un panorama horror stanco ed asfittico, “Saw” è un’inattesa badilata sui denti. Avanguardia di quella breve e presto noioso sottogenere che verrà battezzato torture porn, “Saw” non lascia nulla all’immaginazione. E’ tutto lì, da vedere sullo schermo, ed è di una compiaciuta crudeltà conosciuta solo agli appassionati dei mondo movies della cinematografia italiana di quasi 30 anni prima. Ma ha anche un avvincente movente narrativo che si srotola tra un momento estremo e l’altro, e il successo è enorme. Maggior incasso della filmografia horror dai tempi di “Scream”, la pellicola ha un immediato sequel l’anno dopo, che se possibile alza il livello della proposta horror e sviluppa ulteriormente il plot di base.

James Wan: il post-Saw

“Saw” ha ormai debordato oltre i limite del genere e diventa parte di un certo immaginario popolare. Le basi del franchise sono salde, e la coppia Wan-Wannell fa un passo indietro, iniziando ad occuparsi esclusivamente della produzione esecutiva. Al contrario di Wannell, Wan è sostanzialmente un regista e a alla regia rimane. Con un successo totale come quello di “Saw” e sequel in palmares, il regista ha sostanzialmente carta bianca sui futuri progetti. Nel 2007 dirige e scrive con Wannell “Dead Silence”, una declinazione secondo i loro stilemi di un horror più tradizionale intorno ad una bambola per ventriloqui posseduta. La pellicola però è piuttosto fiacca e la produzione rientra appena nelle spese di budget. Lo stesso anno si misura anche con l’ammodernamento dell’action-thriller di genere, ma il suo “Death Wish”, con Kevin Bacon come protagonista, è un discreto fiasco da ogni punto di vista.

A questo punto, bruciato in buona parte il bonus di credito conquistato con “Saw”, Wan si prende una pausa e torna alla scrittura. Gira il trailer per il videogame “Dead Space” e fino al 2010 non torna al grande schermo. Lo fa con “Insidious”, una produzione indipendente che gli permette maggiore spazio di manovra. Di nuovo, dell’imprinting del suo esordio nemmeno l’ombra: “Insidous” è un bell’horror soprannaturale che cita la tradizione e ci gioca aggiungendoci elementi di novità. Ancora una spesa ridotta e di nuovo un grande successo al botteghino. A fine 2011 sarà insieme al disneyano “Cars 2” la pellicola che avrà ottenuto maggiori incassi al box office USA. Sono le grandi prove per la pellicola che, nel 2013, sancirà il definitivo salto di qualità di James Wan.

“The Conjuring”

“The Conjuring” è l’ennesima coniugazione per un nuovo pubblico delle classiche horror story soprannaturali. Le recensioni sono positive e il successo strepitoso. Di fatto ha tutte le carte in regola per rappresentare per le case produttrici un nuovo filone aureo sulla via del franchise. Per il medesimo motivo lo stesso anno il regista dirige il sequel del suo “Insidious”. Le soluzioni di scrittura sono le stesse e, in caso di successo, garantiranno al brand di vivere di vita propria. Wan sosterrà in futuro che il primo “Insidious” fosse stato pensato come pellicola stand alone, e che l’idea dei sequel gli era stata imposta dalla Blumhouse dopo il travolgente successo del primo. Il franchise avrà infatti altri due capitoli. Nel 2015 e nel 2018, entrambi scritti dal fido Wannell, che farà il suo esordio alla regia con il terzo capitolo.

Il sopra paventato salto di qualità produttiva è finalmente arrivato. Wan non ha mai sostenuto di sentirsi legato ad un genere particolare e, nel caso si fossero poste le giuste condizioni, gli sarebbe piaciuto dirigere anche commedie romantiche. Nel 2015 viene scelto come regista del settimo capitolo della saga di “Fast & furious”. “Furious 7” mette sul piatto 250 milioni di dollari di budget per soddisfare l’annuale sete di azione e sgommate clandestine di milioni di fans, alzando ulteriormente il livello di difficoltà di spettacolo e stunt. Grandissimo successo al bottegino e tutti contenti, ma Wan ha un altro appuntamento da non perdere. L’evoluzione del format dell’acclamato “The Conjuring” è una potenziale gallina dalle uova d’oro per la New Line Cinema, e nel 2015 arriva il secondo capitolo con Wan in cabina di regia. Il regista ha stretto un patto d’acciaio con i produttori. Prevede la creazione di un a nuova sezione produttiva a lui affidata, la Atomic Monster Production.

Un presente targato DC

E’ sotto questo monicker che esce “The Conjuring 2“, ennesimo successo che permette alla New Line di continuare la saga con gli spin off (“Annabelle” del 2014, “Annabelle: Creation del 2017 e “The Nun” datato 2018). Ormai la strada è in discesa. Nel 2018 gli viene affidata la direzione del DC movie “Acquaman”, che al botteghino supera ogni record precedente della DC in termini cinematografici. In attesa del sequel di “Acquaman”, previsto quest’anno, Wan ha diretto nel 2021 l’horror “Malignant”.

Andrea Avvenengo

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