Il goth non lo togli da Jenna Ortega manco con un filtro Paris. Per un secondo, sul red carpet del Marrakech International Film Festival, sembrava essersi teletrasportata in un altro universo: quello delle dive in bianco serafico, satin fluidi e zero ombre scure. Poi guardi meglio e… eccolo lì. Un micro crocifisso dorato, minuscolo ma feroce quanto un eyeliner nero passato con troppo entusiasmo alle tre di notte. Il sottotesto è chiaro: non fatevi ingannare, la dark era non è finita.
Jenna Ortega in bianco? Plot twist: è goth anche quando non vuole
Il custom Dolce & Gabbana scivolava su di lei come un glitch luminoso: asimmetrico, halter, con quella curva del tessuto che le avvolgeva il collo tipo serpente elegante e minimalista. Sembra quasi un look “clean girl”, ma con una tensione sotterranea, più cinematografica che angelica. La silhouette è minimal, sì, ma ha quella qualità da archivio early 2000s che oggi è praticamente kryptonite per il fashion TikTok: morbido, sensuale, zero fronzoli, eppure ipnotico.
La cintura che dice tutto
Poi arriva la mossa: una cintura low-rise bianca, catena dorata, e appeso lì — come un segreto che non vuole restare tale — il piccolo crocifisso pieno di luce. Non un accessorio, un easter egg. È come se Jenna dicesse: “Ok, oggi sembro eterea. Però ricordatevi chi sono.”
Il ritorno dell’era croce
Chi l’ha seguita nel press tour di Wednesday lo sa: le croci fanno parte del suo lessico estetico tanto quanto il micro-frangione e i guanti neri. Stavolta, però, invece del bijoux statement size XXL, ha scelto qualcosa di quasi intimo, come un messaggio segreto infilato in un outfit da dea. È un modo di mantenere attivo il suo “codice estetico” senza sbatterlo in faccia all’obiettivo. È sottilissimo — e proprio per questo super potente.
Accessori drama, senza fare troppo rumore
Non si è presentata con un armadio di gioielli, ma ciò che ha scelto… boom. Un anello rosso rubino gigante, teatrale come un sipario che cade, e un bracciale di diamanti che ti guarda anche quando non lo guardi. Piccoli dettagli che trasformano la sua eleganza bianca in una poesia un po’ disturbante — nel senso migliore possibile.





