Serata finale di Cinema Suono, festival di cortometraggi inediti musicati dal vivo. Protagonista l’opera del regista franco-britannico Jethro Massey
“Per girare il mio film a Cervia ho usato una mia vecchia videocamera che avevo a 18 anni e per trovare l’ispirazione giusta ho pensato soprattutto al vostro mare e al sale, che è un po’ la vostra carta di identità”.
Jethro Massey, regista vincitore della residenza artistica durata 7 giorni qui a Cervia nel gennaio scorso, presenta il suo cortometraggio intitolato, guarda caso, Never apply salt to attract a potential lover. Ossia Non applicare il sale per attirare un potenziale innamorato.
Una favola surreale e umoristica ambientata nella Cervia anni Settanta o giù di lì, immersa nelle tonalità fluttuanti del giallo e del verde usate dal direttore della fotografia islandese Isarr Eiriksson per calare la cittadina del sale in un’insolita atmosfera retrò.

Vincitore della scorsa edizione del festival di cortometraggi musicati dal vivo Cinema Suono, con l’opera Trauma industries, Massey ha realizzato un’opera originale ma dalla vocazione corale. Capace di unire una comunità intorno alle suggestioni scaturite durante la sua permanenza cervese.

Protagonisti della storia d’amore più naif di Cervia degli ultimi anni, Carlotta Pircher, attrice della Socìetas Raffaello Sanzio, e Daniele Vaienti, performer di poetry slam. Intorno a loro, ragazzi e volontari che gravitano nell’entourage del Centro culturale Scambiamenti, attivo dal 2014 con eventi, corsi e laboratori e gestito dalla cooperativa Mosaico coop sociale arl per conto del Comune.

Ma anche gente comune e associazioni. Carmen De Gennaro, ad esempio, ha messo a disposizione la cucina d’epoca per le riprese degli interni. La Cooperativa Fenice, invece, ha prestato una delle sue barche da pesca, la Felima.

Il prossimo anno, alla quinta edizione del festival, sarà invece Hugo Le Gourrierec, vincitore dell’edizione 2020 di Cinema Suono con il cortometraggio Pipo and Blind love a mostrare al pubblico le potenzialità di Cervia sul piano cinematografico.
Quella che si sta affermando con questo tipo di performance con la proiezione di cortometraggi senza il sonoro e musicati dal vivo, e più in generale con pellicole di breve durata, è la tendenza verso le “proiezioni diffuse” nei luoghi di una città. Si esplorano le diverse tipologie di cinema e le professionalità di registi e autori si integrano in progetti finalizzati ad un coinvolgimento collettivo.
Non a caso, sul palco di Cinema Suono, ieri sera, sono intervenuti anche i ragazzi volontari del Malatesta Short film Festival di Cesena. Arrivato alla sua quarta edizione, è in programma dal 22 al 30 agosto. Oltre alle sezioni riservate a documentari, fiction, sperimentale e animazione, con opere provenienti da tutto il mondo, quest’anno è stata introdotta, appunto, anche una modalità di fare film che sta prendendo piede in Europa e non solo, quella del cinema espanso.

Non solo Cinema, ma anche Suono
Sia il cortometraggio inedito di Massey che la proiezione seguita nella seconda parte della serata, un film mai uscito in Italia di Roussel Rouse, intitolato La spia, del 1952, è stato musicato dai Camera 66. Gruppo ferrarese nato nel 2003, con all’attivo 3 album registrati per l’etichetta ‘NHQ, Nessuna fretta di partire (2005), In sospeso (2008) e Stasi (2015).


Jethro Massey, non solo distopia
Trauma Industries, l’opera uscita in Francia nel 2019 con cui Massey ha vinto la competizione di Cinema suono nel 2019, fa rivivere le atmosfere cupe dei film di propaganda degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso e prevalgono le tonalità fredde e spente grigio-blu. Un lavoro dal sapore distopico dove si racconta il rito di iniziazione di un ragazzo nella fabbrica di giocattoli che Massey ha ricreato nei locali dell’ospedale psichiatrico di Neuilly-sur-Marneun.
Con il cortometraggio girato a Cervia, invece, il regista cambia decisamente registro. Anche se in fondo, però, la sua rimane una favola che incuriosisce e diverte, ma volutamente non poetica, coerente con la visione pessimistica che filtra dalle immagini.

I cortometraggi dell’ edizione 2020
Lunedì 27 luglio: Pipo and blind love, l’opera vincitrice
Il cortometraggio del giovane regista Hugo Le Gourrierec e interpretato da Anatole Zangs e Solange Frejean, racconta di un mondo sterilizzato da ogni emozione dove però inspiegabilmente un giovane operaio cade nell’incantesimo di una ragazza bionda seduta su una panchina e fa di tutto per attirare la sua attenzione e sedurla con le parole. Una produzione Iko del 2019, che ripropone i temi cari al filone cortometraggi, legati alla visionarietà, all’anti-utopia e al declino della civiltà soggiogata a suprematismi della scienza e della politica a cui l’uomo cerca di resistere e di ribellarsi.

Lunedì 3 agosto: il corto di Pepe Molina Cruz, Reqiuem
Girato anche questo nel 2019, ma in Spagna, tra Barcellona, Quenca e Navarra, il film di Pepe Molina Cruz, classe 1978, rappresenta in immagini e suoni il senso di attesa e di angoscia delle famiglie delle vittime del regime franchista uccise durante la guerra civile spagnola del 1936. Nel cast Andres Bernal Lagarda e Laura Soriano.

Terzo classificato, il film Pilot del polacco Daniel Le Hai

Maggiori info e dettagli su pagina Facebook di Scambiamenti
a cura di Anna Cavallo





