Jimi Hendrix: il chitarrista visionario

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Di Silvia Colaiacomo

Jimi Hendrix, nacque il 27 novembre 1942, a Seattle, negli Stati Uniti. È stato un chitarrista rock, cantante e compositore americano che ha fuso le tradizioni americane del blues, jazz, rock e soul con le tecniche dell’avanguardia rock britannica per ridefinire la chitarra elettrica a propria immagine. Hendrix ha alterato il corso della musica popolare ed è diventato uno dei musicisti di maggior successo della sua epoca. Fu un visionario che abbatté i confini di diversi generi musicali, dal rock al jazz. Una figura iconica che incarnava il movimento hippy, vestendo la sua rabbia in costumi colorati e stampati.

Hendrix ha trascorso i primi anni Sessanta lavorando come accompagnatore freelance per una varietà di musicisti. Il suo stile non ortodosso lo limitarono al lavoro a livello di sussistenza fino a quando non fu scoperto in un piccolo locale di New York e portato in Inghilterra nel settembre 1966. Riuscì ad adattare, secondo le sue esigenze, la moda musicale e “sartoriale” di Londra, eguagliando artisti del calibro degli Who, e di superarli grazie alla sua presenza scenica.

12 maggio 1967: il primo album di Jimi Hendrix

Nel 1967, dopo svariate e sfortunate avventure Jimi Hendrix, sotto la guida di Chandler, affiancato dal bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell, formano la “Jimi Hendrix Experience”. Anno in cui durante il Festival di Monterey, Hendrix ancora semisconosciuto, brucia e distrugge per la prima volta la sua chitarra, lasciando tutti allibiti. Il suo primo album fu pubblicato il 12 maggio dello stesso anno,“Are You Experienced?” ha avuto un’importanza storica come pochi altri, e ci ha lasciato dei brani che oggi possono essere catalogati come classici del rock.

Questo album ha introdotto le basi per una buona parte del genere rock fino ai giorni nostri. Pur se registrato nel clima inglese, l’album risente delle radici di Hendrix, per il blues e lo stile d’oltre oceano. Rappresenta una vera e propria rivoluzione, dovuta al carattere e al talento dell’artista, un visionario che andava oltre le mode del periodo. Nelle classifiche inglesi si posizionò al secondo posto, cedendo il primo a “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. L’album si aggiudicò un disco d’oro e quattro di platino e nel 2003 la rivista Rolling Stone lo inserì al quindicesimo posto nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Artista dall’anima tormentata

Jimi Hendrix è stato un personaggio dal forte carisma, diverse sono le esibizioni che rimangono nella memoria degli spettatori. La prima per antonomasia è al concerto di Monterey del 1967, dove concluse l’esibizione bruciando e distruggendo la sua chitarra. Un gesto forte e drastico che identificò da subito l’anima dell’artista.

Infine come è possibile non menzionare la sua partecipazione come solista all’evento di Woodstock nel 1969. Jimi Hendrix riprodusse l’inno americano imitando, con la chitarra, dei suoni forti e rumori bellici, manifestando il suo totale disprezzo per l’intervento degli USA in Vietnam. Un album incredibile, essenziale, devastante a tal punto da incidere sulla vita dello stesso Hendrix. La sua unicità lo portò all’autodistruzione il 18 settembre 1970, in un hotel di Notting Hill.

Silvia Colaiacomo