Musica

John Lennon, l’attivismo politico

Il 9 ottobre del 1940 nasceva a Liverpool John Lennon: una carriera musicale strabiliante sia con i Beatles prima che come solista. Ma Lennon non è stato solo un genio musicale, è stato molto di più: il simbolo immortale di un pacifismo senza confini, senza leggi. E’ stato un semplice uomo che credeva nelle idee, più che negli ideali.

Dai Quarrymen ai Beatles via Amburgo

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La carriera artistica di John Lennon comincia nella chiesa di St Peter a Liverpool. In occasione della festa della parrocchia, si esibirono i Quarrymen, di cui era leader il giovanissimo John Lennon. Ivan Vaughan, compagno delle elementari di John, gli presentò Paul McCartney. John rimase ammaliato dall’abilità di Paul alla chitarra e dalla sua memoria, dato che ricordava alla perfezione i testi delle canzoni che eseguiva. John sapeva che invitare Paul a far parte del gruppo avrebbe significato condividerne la leadership, ma decise comunque di farlo entrare nei Quarrymen. McCartney accettò, dicendo però che si sarebbe unito al gruppo dopo le vacanze.

Alcuni mesi dopo Paul contattò per un’audizione un altro ragazzo che frequentava il Liverpool Institute, l’amico George Harrison. Lennon ammise George nel gruppo in seguito a un provino che ebbe luogo su un autobus. Nel gennaio del 1960 un compagno di scuola di John, Stuart “Stu” Sutcliffe, divenire il bassista dei Quarrymen. Il 16 agosto dello stesso anno, prendendo spunto dai Crickets di Buddy Holly, Lennon e Sutcliffe inventarono il nome Beatles, che divenne il nuovo nome del gruppo.

All’inizio della loro carriera, i Beatles non avevano un batterista fisso; a loro si unì per un breve periodo Tommy Moore, che li lasciò dopo una tournée in Scozia. Per una serie di fortunate coincidenze, il loro primo manager, Allan Williams, propose loro una scrittura ad Amburgo a condizione che si dotassero di un batterista. Un giorno, al Casbah di Mona Best, notarono il figlio della proprietaria, Pete Best, che si esibiva alla batteria con il suo gruppo. Ritenuto idoneo, fu reclutato pochi giorni prima di partire per Amburgo.

Il resto è storia.

John Lennon, dal pop alla rivoluzione pacifista

Il volto di John Lennon è sicuramente la prima immagine che ci viene in mente se pensiamo alla pace. Si è infatti contraddistinto per i messaggi pacifisti, portati avanti non solo attraverso la musica, ma anche mediante attività pratiche, divenendo l’iniziatore di un movimento che è proseguito anche dopo la sua morte. Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che Lennon è stato uno dei primi artisti-attivisti della storia, che ha sfruttato la notorietà per diventare un artista a tutto tondo.

John Lennon ha usato la musica per trasmettere il suo pensiero e il suo modo di sentire il mondo. Ha stimolato una riflessione collettiva per la ricerca della costruzione di un mondo migliore. John ha deciso di non essere più l’idolo delle ragazzine, andando oltre, diventando il simbolo del pacifismo.

L’adesione al movimento pacifista da parte del cantante non è stata casuale e nemmeno improvvisa. E’ stata motivata in conseguenza della situazione socio-culturale presente negli USA negli anni ’60. Quest’atmosfera rivoluzionaria partì dagli ambienti universitari, ma quando il numero dei soldati americani in Vietnam raggiunse le 50.000 unità, i protestanti aumentarono. Oltre agli studenti si aggiunsero il movimento hippy, la New Left e l’American Civil Rights Movement. Lennon faceva già attivamente parte di questi gruppi di protesta non violenti, in quanto vicino ai membri della sinistra politica, e in linea con i principi del movimento hippy. L’adesione di Lennon alle rivendicazioni anti-belliche è stata una fortuna per i giovani ma un problema per il governo americano che fece di tutto per intralciare la sua attività.

La rivoluzione pacifista nel letto

Durante la guerra in Vietnam, nel 1969, John Lennon e Yōko Ono tennero un Bed-In per la Pace della durata di due settimane ad Amsterdam e Montréal. Era il loro modo di protestare contro la guerra. Sapendo che il loro matrimonio sarebbe stato un grande evento mediatico, John e Yoko decisero di usare questa pubblicità per promuovere la pace. Così trascorsero la loro luna di miele nella suite presidenziale dell’Amsterdam Hilton Hotel. Tra il 25 e il 31 marzo, la stampa aveva libero accesso nella loro camera da letto tutti i giorni: dalle nove alle ventuno. I giornalisti si trovarono davanti i due coniugi in pigiama, sempre nel letto, che parlavano di amore e pace. Appesi alla parete della camera cartelli scritti a mano che recitavano cose come “Hair Peace” e “Bed Peace”. Dopo una settimana, la coppia si spostò a Vienna, dove tenne una conferenza stampa rinchiusa in un sacco.

Il loro secondo Bed-In avrebbe dovuto tenersi a New York, ma John non fu accettato nel Paese a causa dei suoi precedenti penali. Decisero così di spostarsi alle Bahamas, ma dopo una nottata afosa, optarono per spostarsi a Montréal.

Nel corso della loro permanenza nella città canadese, riproposero ciò che avevano fatto ad Amsterdam: ovvero sette giorni in cui stampa ed amici potevano entrare liberamente nella loro camera da letto Durante quella settimana tutti parteciparono alla registrazione collettiva del brano “Give Peace a Chance”, registrato proprio nella camera da letto. La televisione di stato canadese filmò gran parte dell’evento.

John e Yoko manifestarono in favore della pace in diversi Paesi con la speranza di attirare l’attenzione mediatica attraverso la loro figura, ma non riuscirono mai ad incontrare nessun capo di stato. Il loro matrimonio, il primo Bed-In, la conferenza stampa di Vienna, sono tutti menzionati nella canzone dei Beatles “The Ballad of John and Yoko”.

Alla fine del 1969, John e Yoko diffusero il loro messaggio di pace attraverso cartelloni pubblicitari sparsi nelle maggiori città del mondo con la scritta “WAR IS OVER! If You Want It – Happy Christmas From John and Yoko“.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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