Era l’8 dicembre del 1980 quando a New York fu assassinato John Lennon. Il cantante dei Beatles fu freddato da 4 colpi di rivoltella da David Chapman, davanti all’ingresso del lussuoso palazzo sulla 72ª strada in cui risiedeva. Il giovane assassino è stato definito come un ragazzo disturbato, che nutriva odio per la figura del cantante. Lo stesso ragazzo di 25 anni che aveva chiesto un autografo al cantante dei Fab Four solo poche ore prima del folle gesto.

Secondo lui Lennon si sarebbe fatto assuefare dalla bellavita borghese, dimenticando i suoi credo originari. La corsa contro il tempo fu inutile, Lennon si spense una volta arrivato al Roosevelt Hospital. Se ne è andato così, dopo le Non l’America, ma l’intero pianeta si raccolse intorno alla perdita di uno dei cantanti più visionari del secolo.

Quaranta anni fa Il mondo non perde solo un cantante che ha segnato un’intera epoca musicale con il suo gruppo. Lennon infatti, dopo aver influenzato l’arte in tutte le sue forme, diventa un’icona del movimento pacifista con una risonanza mondiale, dando la sua chiara posizione nei confronti dei conflitti con i brani Give Peace a Chance e Imagine.

Secondo alcune teorie John Lennon era nel mirino già da tempo. Il suo attivismo unito alla propaganda antimilitarista remava fortemente contro lo svolgimento della guerra in Vietnam.

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