John Lithgow, che interpreterà il preside Albus Silente nella serie basata sulla saga di Harry Potter, prodotta HBO, ha definito le opinioni di J.K. Rowling in merito ai diritti delle persone transgender “ironiche e inspiegabili”, affermando di essere rimasto turbato dalle critiche ricevute per aver accettato di prendere parte al progetto. Parlando sul palco del Rotterdam Film Festival dopo la proiezione del suo ultimo film, Jimpa, all’attore ottantenne è stato chiesto cosa pensasse delle opinioni dell’autrice.

«Prendo l’argomento estremamente sul serio», ha spiegato al pubblico. «J.K. Rowling ha creato questo straordinario canone per i giovani, una letteratura per ragazzi che è entrata a far parte della coscienza della società. Giovani e meno giovani adorano Harry Potter e le sue storie. È una questione di accettazione. Riguarda il bene contro il male. Riguarda la gentilezza contro la crudeltà. È un sentimento profondo».

John Lithgow non condivide le idee della scrittrice, ma difende la sua scelta di prendere parte alla serie HBO

John Lithgow nei panni di Albus Silente, sul set della serie

«Trovo ironico e in qualche modo inspiegabile che la Rowling abbia espresso tali opinioni», ha aggiunto. «Ne ho letto, e non l’ho mai incontrata. Non è affatto coinvolta in questa produzione. Le persone che stanno riadattando Harry Potter e trasformandolo in una serie TV lunga otto anni sono straordinarie… Sono persone con cui voglio davvero lavorare. Mi sconvolge quando le persone si oppongono con veemenza al fatto che io abbia a che fare con tutto questo. Ma nel canone di Potter non si vede traccia di transfobia. Lei ha scritto questa meditazione di gentilezza e accettazione. E Silente è un ruolo meraviglioso».

Lithgow ha rivelato che, dopo l’annuncio del suo ruolo nella serie, un amico con un figlio transgender gli avrebbe inviato un link a un articolo intitolato: “Una lettera aperta a John Lithgow: per favore, allontanati da Harry Potter”. «È stata una decisione difficile», ha raccontato l’interprete. «Mi ha messo a disagio e infelice il fatto che la gente insistesse perché lasciassi il lavoro. Ho scelto di non farlo». Variety ha riportato che un membro del pubblico ha espresso il proprio disappunto all’attore per la sua scelta di rimanere nello show, lasciando poi la sala in segno di protesta. «Sono perfettamente pronto a scontri di opinioni. Lo capisco», ha replicato il diretto interessato.

Le posizioni transfobiche di J.K. Rowling

Nel 2020, Rowling ha pubblicato online una lunghissima dichiarazione in cui criticava le proposte di modifica alle leggi sul riconoscimento di genere, raccontando dettagliatamente la sua esperienza di violenza sessuale e domestica. Si è scagliata contro il “nuovo attivismo trans” e contro le donne cisgender che condividono spazi riservati a un solo sesso con donne trans, affermando che ciò costringerebbe lei e le altre donne biologiche ad “aprire la porta a tutti gli uomini che desiderano entrare”.

La scrittrice ha donato settantamila sterline a For Women Scotland, il gruppo di attivisti che ha avuto un ruolo chiave nel portare avanti la sfida sulla definizione di donna nella legge, e ha fondato il J.K. Rowling Women’s Fund, che sostiene individui e organizzazioni “che lottano per mantenere i diritti delle donne basati sul sesso”.

Gli attori di Harry Potter (film e serie) prendono le distanze dall’autrice

Gli interpreti principali dei film originali di Harry Potter, Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint, così come la star di Animali fantastici e dove trovarli Eddie Redmayne, hanno rilasciato in passato dichiarazioni critiche contro l’autrice, prendendo le distanze dalle sue posizioni, cosa che ha scatenato la sua ira.

Anche diversi attori della serie in produzione, tra cui Nick Frost, che interpreta Hagrid, e Paapa Essiedu, che presterà il volto a Severus Piton, si sono detti contrari alle idee di J.K. Rowling. L’anno scorso, lei stessa ha fatto sapere che non avrebbe licenziato quest’ultimo per aver firmato una petizione a favore dei diritti trans, scrivendo sui social media: «Non ho il potere di licenziare un attore dalla serie e non lo eserciterei se lo avessi. Non credo nel togliere il lavoro o i mezzi di sussistenza alle persone perché hanno convinzioni protette dalla legge che differiscono dalle mie».

Federica Checchia