Durante una recente intervista per The Mirror, John Lydon ha parlato con la solita franchezza un po’ di tutto, da Donald Trump alla Royal Family, al successo di God Save the Queen, Nonostante all’epoca fosse stata bandita dalle radio britanniche. Tra i vari argomenti trattati, anche il suo rapporto con Sid Vicious.
Vicious, al secolo Simon John Ritchie, era entrato a far parte dei Sex Pistols nel 1977 per volere del manager Malcolm McLaren. Aveva sostituito il bassista Glen Matlock, nonostante non sapesse suonare nessuno strumento; morì due anni dopo, appena ventunenne, per un’overdose di eroina mentre si trovava a New York, a casa di un amico.
John Lydon, Sid Vicious e l’ombra dell’eroina
Lydon ha dichiarato: «Ho cercato di farlo smettere. Ho cercato di far smettere diverse persone. Ma è un lavoro ingrato. Ci ricadono. Pensando a Sid, era interessato molto all’ago in sé». Per molti, secondo l’artista, iniettarsi la sostanza è qualcosa di simile a «una cerimonia del tè giapponese. È solo una tiritera, ma gli eroinomani la adorano. La vedono come il loro scopo».
Il cantante ha spiegato: «È una forma di schiavitù in cui le persone cadono volontieri. Hanno preso quella decisione e sbagli a cercare di ostacolarle e fermarle. L’ho imparato. L’odio che provano per te dopo è incredibile e non ti perdonano mai per aver cercato di aiutarli a uscire da una droga che ritengono possa far loro bene. Ho provato l’eroina una volta. L’ho odiata».
Federica Checchia





