Cultura

‘John Wick 3: Parabellum’- TURBORECENSIONE SUPERVELOCE (Quasi Spoiler free)

Questa TURBORECENSIONE SUPERVELOCE per John Wick 3: Parabellum funziona in tre stadi di sintesi.

MACH 3 è la sintesi massima, con voto.


MACH 2 entra leggermente più nel dettaglio, restando in poche righe.


MACH 1 invece diventa analisi più approfondita, cercando comunque di restare snella (anche se in questo caso è difficile), ma esaustiva.

Scegliete la velocità che più vi è congeniale.

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

John Wick 3: Parabellum è un film thriller/action del 2019. Diretto da Chad Stahelski, scritto da Derek Kolstad, Shay Hatten, Chris Collins e Marc Abrams con fotografia di Dan Laustsen, montaggio di 
Evan Schiff, musiche di Tyler Bates, Joel J. Richards.
Nel cast, tra gli altri, Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Ian Mcshane, Halle Berry.

MACH 3 – TURBO

Se vi sono piaciuti il primo e il secondo, andate a vedere tranquillamente questo. Ha tutte le cose che rendono il 2 un bellissimo ottovolante di adrenalina e buona parte delle cose che rendono l’1 un bellissimo film.

Manca forse un minimo di struttura narrativa in più e ha un po’ troppi ‘conti in sospeso’ sul finale, ma le botte sono sempre di una classe meravigliosa e i personaggi minimali, ma iconici, abbondano.

Consigliato.

23/30

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

MACH 2 – SUPERVELOCE

Ormai, con John Wick, sapete cosa andate a vedere.

Le storie della serie sono sempre stringatissime e messe in secondo piano, a farla da padrone sono invece le splendide coreografie di lotta, più vicine al balletto che ad altro. C’è sempre una nuova idea o una nuova meccanica in ogni combattimento e ciò meraviglia e incanta come sempre.

In secondo luogo, a stupirci è l’intrigante world building fatto di soprannomi, gerarchie, regole, oggetti, pratiche, rituali e luoghi segreti, ma soprattutto fantastici personaggi stile anime shonen.
Maschere che con una o due frasi, con il modo di combattere, i costumi, un marcato tratto personale e il luogo dove le incontriamo, rimangono subito marchiate a fuoco nei nostri crani.

La schietta e consapevole filosofia del franchise nell’essere un ‘cartoon’ di botte si specchia in un aplomb magistrale, dove anche la più esagerata delle situazioni è presentata in modo sobrio e pacato, con una macchina da presa calma e sempre a servizio del corpo, mai padrona di esso e mai volta a rendere ‘grandioso’ un gesto, ma sempre asciutto e tagliente.

A questo giro, la trama è un mero pretesto per andare da A a B e lascia anche un po’ insoddisfatti sul finale. Ma se i pregi del prodotto sopracitati sono il motivo che vi spinge a seguire il Keanu del nostro cuore, andate senza problemi.

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

MACH 1 – RECENSIONE

Prima di entrare nel dettaglio di John Wick 3, è utile dare un’occhiata veloce ai due capitoli precedenti.

Il primo John Wick era un bellissimo esempio di storia stringatissima mossa da una meccanica molto semplice, quanto efficace.

Ex assassino ritiratosi a vita privata, perde la moglie e quando dei criminali gli ammazzano il cane (ultimo legame con il ricordo della defunta compagna), decide di tirare fuori gli artigli e cercare una catartica (quanto spoglia) vendetta. Nel mezzo, coreografie fantastiche e asciutte, una fotografia al neon di seta e un contorno di personaggi accattivanti.

John Wick – Photo Credit: web

Il motore emotivo prende lo spettatore per mano e lo trascina fino alla fine con un bel carico di adrenalinica violenza messa in scena in maniera sobria e intelligente.

Il secondo episodio inevitabilmente perde in attrattiva. Certo, continua la storia in una maniera tematicamente interessante (una volta che rientri nel giro, il giro non ti lascia perdere. Per quanto fortissimo, letale e determinato sia il singolo, il sistema sempre lo schiaccia) ma l’intreccio e l’empatia calano moltissimo perché manca la catarsi, visto che il nostro eroe finisce per essere il galoppino di terzi.

Inoltre, la fotografia da setosa si transforma in lucida e riflettente, perdendo parte della classe di John Wick ‘1’. Resta però ciò che fu la punta di diamante del primo, ovvero i combattimenti spettacolari, il wordlbuilding affascinante e il cast di adorabili criminali sopra le righe. La storia del 2 si chiude in maniera intrigante, con il nostro che decide di fare un gesto sconsiderato pur di avere la catarsi che gli è stata negata durante la pellicola, chiudendo il cerchio della storia e buttando le basi per la prossima ‘puntata’.

John Wick 2 – Photo Credit: web

Arriviamo dunque a questo John Wick 3.
Che è molto vicino al secondo come design ed ormai è quasi del tutto disinteressato a creare un intreccio o un’empatia narrativa degna di questo nome. La fotografia resta lucida e un tantino troppo da ‘carrozzeria’ (sigh), per quanto comunque competente e valida.

Gli eventi che si susseguono diventano qui semplicemente un modo per spostare John in situazioni sempre interessanti e ambienti sempre nuovi, al fine di poter garantire una continua vena creativa nei combattimenti. Inoltre, sul finale, manca un climax degno di nota.

Personalmente, a pochi minuti dal finale, non credevo la storia fosse alle battute conclusive, perché manca di uno specifico focus emotivo e di intreccio per poter essere considerata soddisfacente… e il finale aperto, se da un lato fa venire l’acquolina in bocca per il prossimo episodio, dall’altro nella bocca lascia anche un po’ d’amaro per una mancata conclusione (seppur temporanea).

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

Ciò che tiene in piedi la trama in questo episodio, sono principalmente i personaggi, sempre splendidi nella loro costruzione minimale.
Il modo in cui parlano, si vestono, combattono e quelle poche azioni peculiari che fanno, bastano per dimostrare una scrittura consapevole, intelligente e divertita.

Su tutti, in questo nuovo capitolo, il personaggio di Halle Berry, con due tre momenti di caratterizzazione, diventa subito un fan favourite (personalmente, l’innamoramento è avvenuto alla scenda della bottiglia).
O ancora, il motivo per il quale Mr. Wick continua a lottare per sopravvivere è sorprendentemente delicato e filosoficamente più alto di quello che ci si può aspettare da un film del genere.

Per il resto, schiaffi. Coreografie eccezionali, con un ritmo visivo incredibile e quasi musicale, con una poesia di movimento sbalorditiva e precisissima. Una telecamera che si muove quel che serve perché lo studio dello spostamento dei personaggi, non solo all’interno dell’ambiente e in relazione gli uni agli altri, ma anche in relazione al frame dell’inquadratura e all’interno della profondità di campo, è calibrato quasi sempre al millimetro.

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

Il film è perfettamente consapevole del fatto che la sua trama sia una grossa scusa per mostrare la poesia del corpo e del racconto tramite essa. Aldilà del secondo cameo di Buster Keaton (gigante del cinema muto, famoso, tra le altre cose, per la sua commedia fisica e i suoi stunt allucinanti) in apertura e del teatro Tarkovsky (altro maestro poeta del movimento, per quanto estremamente più minimale e solenne), più volte la pellicola si sofferma insistentemente su ballerine classiche (che guardacaso si esercitano al fianco di lottatori).

Ogni John Wick fino ad ora si è dimostrato un bellissimo portfolio di idee, situazioni ed elogi al corpo e al movimento, cose che per certi versi, sono il minimo comune denominatore del cinema.
Al contempo, riesce a colpire il lato più adrenalinico e istintivo del nostro spirito. Il tutto senza inciampare quasi mai.

Un ottimo compromesso, sempre consigliato.

John Wick 3 : Parabellum – Photo Credit: web

ALESSANDRO ROMITA
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