Josef Bican, il più grande bomber della storia dalle tre Nazionali diverse

Capita spesso, nel calcio come in qualunque altro aspetto della vita, che alcuni personaggi importanti vengano dimenticati, nonostante abbiano dato molto con la loro straordinaria personalità. Tra questi, a caratteri cubitali, compare sicuramente il nome di Josef Bican, il più grande marcatore di tutti i tempi, nonché uno dei pochissimi calciatori nel mondo ad aver giocato e segnato con la maglia di tre Nazionali diverse.

Chi era Josef Bican

Josef Bican è stato un assoluto campione, di cui oggi però purtroppo poco si parla. Le sue imprese, infatti, sono ormai finite per assumere le sembianze di quelle orme sbiadite sulla battigia, che sempre più vengono consumate dall’andirivieni del mare. Complice, probabilmente anche il nefasto periodo storico in cui si è svolta la sua carriera, ossia i terribili anni della Seconda Guerra Mondiale e dei successivi regimi dittatoriali nell’Est Europa.

Josef Bican
Josef Bican (fonte: catenacioecontropiede.it)

Eppure stiamo parlando di un talento incredibile. Un attaccante micidiale che, secondo le statistiche, avrebbe sbagliato un’occasione da goal su venti. Una media pazzesca. Una stazza fisica rocciosa (178 cm x 77 kg), ma allo stesso tempo veloce, abilissimo nel gioco di gambe e dotato di una tecnica sopraffina. Un finalizzatore d’area spietato, eccellente colpitore di testa e letale con entrambi i piedi. Messi, Cristiano Ronaldo, Pelé, Romario, Ibrahimović, Puskás, nessuno di questi fenomenali giocatori è ancora stato in grado di raggiungere le 805 reti da lui realizzate in competizioni ufficiali (1468 considerando anche quelle in gare amichevoli).

Carriera e curiostà

Nato a Vienna nel 1913, si forma nelle categorie giovanili dell’Herta Vienna, dello Schustek e del Farbenlutz, dove riceve uno scellino come premio per ogni centro messo a segno. Nel 1928, a soli 18 anni, firma il suo primo contratto da professionista con il Rapid Vienna. Da lì in poi milita in diversi club, esclusivamente austriaci e cechi, tra cui lo Slavia Praga. Ed è proprio nelle fila dei Červenobílí che diventa una vera e propria leggenda, vincendo tutto quello che allora poteva essere vinto: 5 campionati cecoslovacchi, 3 coppe di Cecoslovacchia, 1 Mitropa Cup e 10 titoli di capocannoniere, totalizzando complessivamente 385 goal in 204 partite. “Pepi”, “Il cinico” e “Leggenda”, questi sono i soprannomi che i tifosi gli hanno affibbiato nell’idolatrarlo ogni Domenica allo stadio come fosse una divinità scesa dal cielo.

Josef Bican
Josef Bican (fonte: catenacioecontropiede.it)

Un beniamino amatissimo dalle folle, un eroe indiscusso armato di una classe prodigiosa. Addirittura si racconta che durante gli allenamenti si diverta a posizionare le bottiglie vuote sulla traversa della porta per poi centrarle una ad una col pallone, senza mai mancarle. Molte squadre europee, prima fra tutte la Juventus, gli mettono gli occhi addosso, tentando a più riprese di accaparrarsi le sue prestazioni. Ma Josef preferisce restare a Praga, anche per una serie di motivazioni personali legate alla fragile situazione politica in Europa in quell’epoca.

Bomber di tre Nazionali diverse

Josef Bican è stato uno dei pochissimi calciatori ad aver giocato e segnato con tre Nazionali diverse. Esordisce con l’Austria a 20 anni, nel match contro la Scozia del 29 Novembre del 1933. Il suo bottino finale con la strepitosa Wunderteam dell’epoca è di 14 segnature in 19 partite. Nel 1938 ottiene poi la cittadinanza cecoslovacca per sfuggire all’invasione tedesca del suo Paese natale, rifiutando di vestire i colori della Germania nazista. E’ però costretto a saltare i Mondiali di quell’anno, a causa di alcuni problemi burocratici, rimandando così il suo debutto il 7 Agosto successivo nella sfida contro la Svezia (dove sigla una tripletta). I suoi nuovi compagni però non lo stimano troppo, anzi, lo marchiano con il disonorevole nomignolo di “bastardo austriaco”. Nel Marzo del 1939 i Tedeschi avanzano ancora e occupano la Cecoslovacchia, fondando il Protettorato di Boemia e Moravia (attuale Repubblica Ceca). Ed è con la maglia di questa nuova Nazionale che Josef, proprio contro la Germania, colleziona una tripletta nel 4 a 4 finale di quel pirotecnico incontro.

Josef Bican
Josef Bican (fonte: 12alessandrelli.it)

Un ritiro in silenzio…

La sua avventura calcistica si conclude nel 1955 a 42 anni. Nessuno onore gli viene concesso, nessun “addio” degno di nota. Il partito comunista, presente in Cecoslovacchia in quegli anni, temendo la sua infinita e pericolosa influenza sulla popolazione locale, decide infatti di calare il sipario sulle sue gesta nel modo più silenzioso possibile. Dopo il suo ritiro, per un periodo viene mandato a lavorare prima come autista, poi come operaio nella stazione ferroviaria di Holešovice. Un trattamento tutt’altro che speciale per un uomo della sua caratura.

Dopo una parentesi come allenatore in alcune compagini non di primissimo livello, Josef Bican muore il 12 dicembre del 2001 a Praga, all’età di 88 anni, per un arresto cardiaco. Un’esistenza umile la sua, senza dubbio monumentale, ma tristemente rimasta all’ombra dei riflettori della memoria contemporanea.

Josef Bican vecchio
Josef Bican da anziano (fonte: iogiocopulito.it)

“Ho sentito molte volte la teoria secondo la quale era più facile segnare ai miei tempi. Ma le occasioni erano le stesse anche cento anni fa e saranno le stesse anche tra cento anni. La situazione è identica e tutti dovrebbero concordare sul fatto che una occasione dovrebbe trasformarsi in un gol. Se avevo cinque occasioni facevo cinque gol, se ne avevo sette ne segnavo sette”.

Una riflessione piuttosto forte, forse un po’ arrogante o spregiudicata, ma pur sempre autentica. Autentica come la devastante macchina da goal che è stata e che nessuno ancora oggi è riuscito ad eguagliare. Josef Bican, il fuoriclasse dei record.

Tartaglione Marco

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