“Io perfetta? No, ho tanti difetti. Per esempio non so cucinare, e dico tante parolacce”. Con queste parole Julie Andrews, durante la masterclass, rompe quell’icona di perfezione legata al suo personaggio di maggior successo ovvero Mary Poppins.

Dopo aver ricevuto il Leone d’Ore alla Carriera, Julie Andrews ripercorre, durante una masterclass, la sua carriera in una sala gremita di persone (soprattutto giovani). Una splendida 83enne generosa, ironica, piena di energia e ha uno spiccato sarcasmo (“non so fare tante cose come cucinare e poi tendo a dire tante parolacce”)
L’attrice britannica inizia a parlare e racconta di Mary Poppins e aggiunge un particolare avvenuto sul set: “Ero a Broadway con Camelot, quando nel mio camerino arrivò Walt Disney. Immaginavo mi venisse a fare i complimenti per lo spettacolo – racconta – ma invece era venuto per chiedermi se fossi interessata ad andare a Hollywood a sentire canzoni. ‘Oh mi piacerebbe tanto, ma sono incinta di quattro mesi’, avevo detto. ‘Non importa, aspetteremo’, ha detto Disney. Non avevo idea che per preparare un film ci volesse tanto tempo. Ancora oggi è straordinario il lavoro che abbiamo fatto su Mary Poppins e tutti i trucchi che abbiamo usato e di cui persino adesso non ci si accorge. Se penso a come mi facevano volare, quella corda che mi teneva in alto… ricordo che verso le fine delle riprese avevo chiesto ad un addetto di farmi scendere lentamente, ero molto nervosa, avevo paura che mi sarebbe arrivato un incidente alla fine. Mi sono raccomandata tanto, ma alla fine sono caduta come un sacco di patate”.

Dal suo primo successo si è passati parlare di un altro capolavoro in cui la Andrews ha recitato ovvero il musical tutti insieme appassionatamente e ricorda il freddo del set e la pioggia incessante, ma anche la bellissima campagna nella quale era ambientato il film. Quindi la famosa scena iniziale in cui lei canta sola in mezzo al prato, scena che, ricorda ancora Andrews, “venne ripresa da un elicottero che le ruotava sulla testa e ogni volta che si doveva ripetere il ciak, questo sollevava una nuvola di polvere che mi gettava a terra, sporcandomi completamente. Non vedevo l’ora di tornare a casa e lavarmi”.
L’attrice britannica conclude ricordando il suo secondo marito, Blake Edwards, ha realizzato sette film, compreso il film scelto per l’occasione veneziana. “Siamo stati sposati 41 anni, era divertente, irriverente e pieno di gioia. Tutti amavano stare sul set con lui. Era un innovatore, basti pensare a Victor Victoria. Io stessa ero un po’ preoccupata: cosa capirà il pubblico della storia di una donna che si finge uomo che si traveste da donna? Lui mi ha detto di stare tranquilla e avere fiducia, che lui avrebbe fatto in modo che il pubblico avrebbe creduto a tutto. Ho studiato molto: come si siedono gli uomini, come muovono le mani, come stanno fermi, ho lavorato sulla voce. Che la cosa avrebbe funzionato l’ho capito solo un giorno sul set. Sono uscita vestita e truccata da uomo e la troupe non mi ha riconosciuto”.





