Juventus-Spezia 2-3: quella indimenticabile vittoria degli Aquilotti!

Sono passati esattamente tredici anni da quella leggendaria, almeno per gli Spezzini, Domenica di Giugno del 2007. Campionato cadetto, ultima giornata di campionato. La Juventus di Didier Deschamps è già aritmeticamente promossa in Serie A. Lo Spezia di Antonio Soda deve invece vincere ad ogni costo per salvarsi dalla retrocessione diretta, sperando poi nei Play-Out. Un’impresa quasi impossibile, un muro che appare invalicabile, dal momento che la partita si disputa allo Stadio Olimpico di Torino, in “terra nemica”. Eppure…

Curva Ferrovia
Coreografia curva dello Spezia (fonte: pianetaempoli.it)

Come si presentavano Spezia e Juventus in quella 42a giornata

A Torino sono venuti in molti dalla piccola provincia ligure, con un unico sogno, tanto grande quanto fragilissimo. Ma la tifoseria dello Spezia è famosa per questo. Per il suo straordinario attaccamento alla squadra, per l’amore incondizionato verso quei colori, per non avere mai abbandonato i propri beniamini nel momento del bisogno al grido di “Non siete soli!”.

In quel torrido pomeriggio gli Aquilotti, reduci da un’annata piuttosto disastrosa, si giocano il tutto per tutto. O dentro o fuori, con il rischio di naufragare nuovamente in Serie C, che incombe sulle loro teste come una sentenza ormai quasi certa. La Vecchia Signora, invece, che comanda indisturbata la vetta della classifica (con alle spalle soltanto tre sconfitte), si limita a contare impaziente i restanti novanta minuti che la separano dalla festa per l’ufficiale ritorno nella massima serie.

E così in quel clima di aspettative e valenze, totalmente diverse per le rispettive compagini, il match, sotto il fischietto del signor Christian Brighi di Cesena, comincia.

Il ricordo di quella partita: Juventus-Spezia 2-3

Formazioni

JUVENTUS (4-3-3): Mirante; Zebina, Piccolo, Boumsong, Balzaretti; Birindelli, Giannichedda, Venitucci; Giovinco, Trezeguet, Del Piero.

SPEZIA (4-4-2): Santoni; Giuliano, Pecorari, Fusco, Nicola; Padoin, Confalone,Saverino Gorzengo; Guidetti, Colombo.

Primo tempo

Le fasi iniziali sono subito scoppiettanti, con lo Spezia che al 26’ mette la freccia e passa a sorpresa in vantaggio, grazie alla capocciata di Pecorari da distanza ravvicinata. Appena un minuto più tardi però Trezeguet ristabilisce la parità con un bel piattone che trafigge Santoni, dopo aver messo a sedere Fusco. I ragazzi di Soda comunque non si arrendono, assaltando il fortino bianconero, prima con Guidetti, che completamente libero davanti al portiere si divora il goal; poi con Colombo, però disinnescato per ben due volte da un doppio prodigioso intervento di Mirante. Si esaurisce così la prima frazione di gara sul risultato di 1 a 1.

Secondo tempo

Il pareggio dura ben poco. La ripresa, dai ritmi altrettanto frizzanti, si apre infatti con la splendida rete di Guidetti: un sontuoso pallonetto che al 66’ scavalca Mirante, rimbalzando dolcemente oltre la linea di porta. Ma è botta e risposta all’Olimpico, perché al 69’ Bianco (subentrato a Piccolo) sigla il fortunoso 2 a 2 per i suoi, sfruttando una respinta non particolarmente impeccabile di Santoni su tiro di Giovinco. Tutto sembra di nuovo perduto, ma lo stock fragoroso del palo, che Confalone colpisce da fuori area con un destro terribile, è soltanto il preludio ad un finale che ancora oggi ha dell’incredibile. Manca davvero pochissimo alla fine dell’incontro. I circa 1000 supporters spezzini pregano con le mani congiunte al miracolo. E al 90′ la loro fede viene ricompensata, perchè il miracolo avviene. Durante uno degli ultimi disperati arrembaggi in avanti, Nicola Padoin elude la retroguardia avversaria, raccoglie l’invito di un suo compagno, salta Mirante ed infine a porta sguarnita esplode un collo rabbioso che determina il 2 a 3 finale appena prima dello scadere.

A Torino cala così il sipario, tra i non eccessivi rammarichi della Juventus, comunque campione, e la gioia implacabile di un irriducibile Spezia, in tripudio dopo aver conquistato una vittoria di importanza vitale.

Padoin
Nicola Padoin (fonte:cittadellaspezia.com)

Che pensieri soavi, che speranze, che cori, direbbe oggi il poeta di fronte al ricordo di un cotanto glorioso trionfo. Un trionfo che non avrà portato a nessuno trofeo tangibile, ma che, essendo nato dal sudore, dalle lacrime e dal non essersi mai arresi fino al triplice fischio, è per sempre rimasto scolpito nella memoria dell’intero popolo spezzino, covo di fiere aquile rapaci e figli di passionali pirati, ut historia docet.

Tartaglione Marco

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