Kate Hudson ha rivelato che nel 2002 avrebbe dovuto interpretare Mary Jane Watson nel film originale della Sony “Spider-Man“, ma rifiutò il ruolo che alla fine andò a Kirsten Dunst. La star ha confermato di aver detto “no” al ruolo e ha rivelato il film che ha girato al suo posto nella puntata di lunedì di “Watch What Happens Live” con il presentatore Andy Cohen. “È una di quelle cose a cui ripenso e penso: ‘Sarebbe stato bello essere in un film di Spider-Man’“, ha detto. “Ma allo stesso tempo, ho fatto un film intitolato ‘Four Feathers’. Ho incontrato Heath Ledger, che è diventato un caro amico, e ho vissuto un’esperienza che non avrei mai potuto vivere“.
“Four Feathers”, film drammatico di guerra con Hudson, Heath Ledger, Djimon Hounsou e Wes Bentley uscì pochi mesi dopo “Spider-Man”. Ricevette recensioni contrastanti e incassò 29 milioni al botteghino, non riuscendo a recuperare il budget di 35 milioni di dollari. “Una parte di me pensa: ‘La vita va esattamente come dovrebbe andare’“, ha detto l’attrice. “E quindi ne sono grata. Ma poi ci ripenso e penso: ‘Oh, sarebbe stato divertente essere Mary Jane’“. “Spider-Man” ha incassato 826 milioni e ha dato vita a una trilogia, con Tobey Maguire e Dunst, diretta da Sam Raimi. Maguire ha appeso al chiodo gli spara-ragnatele dopo “Spider-Man 3” nel 2007, ma è tornato per il film che attraversa gli universi dell’MCU “Spider-Man: No Way Home” nel 2021.
Kate Hudson doveva essere MJ

Hudson ha aggiunto: “Non è bello parlarne perché le persone che compaiono nel film sono le persone giuste e le circostanze della vita accadono perché devono accadere“. Ha anche rivelato di aver rifiutato proposte di film che la avrebbero messa in coppia con sua madre, l’attrice Goldie Hawn. “Deve essere davvero divertente“, ha aggiunto. “Deve colpire in modo diverso. Ci pensiamo, solo che non l’abbiamo ancora letto. Non abbiamo ancora capito come funziona“. Kate Hudson è in sala con il suo nuovo film dove è co-protagonista insieme a Hugh Jackman, Sing Sung Blue. L’interpretazione le è valsa una candidatura ai prossimi Golden Globe.
Alessandro Libianchi





