Kate Winslet - Photo Credits Pinterest
Kate Winslet – Photo Credits Pinterest

14 febbraio 1999, Old Vic di Londra: Kate Winslet porta in scena I monologhi della vagina di Eve Ensler, per catalizzare l’attenzione pubblica sulla violenza di genere.

Quando nel 1996 Eve Ensler, drammaturga, sceneggiatrice e regista americana, pubblica l’opera I monologhi della vagina il problema principale è quello di non essere fraintesa. Il titolo può far pensare a qualcosa di burlesco o satirico. Niente di tutto questo. Il suo scopo è dare voce a situazioni ancora troppo numerose di stupri, mutilazioni, incesti, violenze fisiche e sessuali, maltrattamenti, che le donne subiscono in ogni parte del mondo. Per farlo, fa parlare proprio lei, l’organo sessuale femminile, per rimarcare che è ancora nel disconoscimento della dignità del genere femminile la radice di ogni prevaricazione.

Kate Winslet interpreta “I monologhi” a Londra

Nascono così, sulla base di 200 interviste a donne di ogni età, classe sociale, razza e professione, i monologhi. Ma a interpretarli, proprio per essere responsabile fino in fondo di ciò che ha scritto, decide di essere lei stessa. Il successo è immediato e globale. Rappresentati dopo di lei a Broadway da attrici come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder, lo spettacolo fa il giro del mondo.

Fino ad arrivare, due anni dopo, il 14 febbraio 1999, all’Old Vic Theatre di Londra, dove questa volta è proprio Kate Winslet, insieme alla connazionale Cate Blanchett, ad interpretare i monologhi.

La locandina del V-Day - dal web
La locandina del V-Day – dal web

14 febbraio 1998, nasce il V-Day

Anche la scelta del giorno in cui viene sempre rappresentata l’opera non è casuale, il 14 febbraio, giorno in cui si festeggia l’amore, e che in questo caso sta non solo per Valentino ma anche per vagina e vittoria. Lo stesso 14 febbraio di un anno prima, nel 1998, dal palco del Hammerstein Ballroom di New York, la Ensler ha dato vita al movimento attivista del V-Day.

Per ribadire con più forze le istanze a favore di una società in cui la donna possa creare, procreare e vivere in condizioni adeguate anziché difendersi e sopravvivere. I proventi degli spettacoli, fin da principio, vengono devoluti a favore di organizzazioni in difesa delle donne e delle bambine vittime di violenza. A quasi 25 anni di distanza, le tematiche sono ancora drammaticamente attuali e le rappresentazioni vietate in molti Paesi.

V-Day, una realtà di arte e beneficenza sempre più internazionale

Dal 2003 la onlus V-DAy ha acquisito, anche grazie all’eco sui mass media del proprio attivismo, una dimensione sempre più internazionale, svolgendo di fatto un importante ruolo di partner con l‘Onu e Amnesty International. Tra le rivendicazioni, quella di poter partorire liberamente in Cina, India e Corea, non subire mutilazioni genitali in Africa e Asia, vivere in sicurezza nelle proprie case negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

E ancora: non essere vendute come giocattoli in Asia, Stati Uniti, Europa orientale, tornare a casa dal lavoro al sicuro a Juárez, in Messico, non vivere con senso di colpa la dimensione della sessualità, amare il proprio corpo, poter viaggiare da sole per il mondo.

Kate Winslet - Photo Credit Pinterest
Kate Winslet – Photo Credit Pinterest

Kate Winslet e l’attivismo

L’attrice Kate Winslet, che oggi, 5 ottobre, compie 45 anni, attrice premio Oscar nel 2009 per il film The Reader di Stephen Daldry, è stata fin dagli inizi sensibile alle tematiche legate alle donne (ma non solo a queste, è anche vegetariana e sostiene le organizzazioni di tutela degli animali da allevamento quali la Peta). E’ fondatrice e portavoce della associazione Golden Hat, a sostegno delle persone autistiche ed è favorevole al riconoscimento dei diritti dei gay.

Vittima di bullismo da piccola per il suo fisico prosperoso e osteggiata agli inizi della carriera per lo stesso motivo, ha testimoniato più volte la necessità di superare barriere culturali che impediscono alle persone di poter vivere in modo sereno la propria identità.

I principi base del V-Day

Riportiamo di seguito i principi che sono alla base del movimetno attivista V-DAy, presentati dalla Ensler nel ’98. Il V-Day è una risposta organizzata contro la violenza verso le donne. Il V-Day è una visione: noi vediamo un mondo in cui le donne vivono in sicurezza e liberà. Il V-Day è una richiesta: stupro, incesto, maltrattamenti, mutilazione genitale e schiavitù sessuale devono cessare subito. Il V-Day è uno spirito: noi crediamo che le donne dovrebbero passare le loro vita a creare e prosperare anziché a sopravvivere o a guarire da terribili atrocità.

Eve Ensler - Photo Credits thankyou.kuow.org

Kate Winslet
Eve Ensler – Photo Credits thankyou.kuow.org

Il V-Day è un catalizzatore: raccogliendo denaro e accrescendo il livello di coscienza, unificherà e rafforzerà le iniziative anti-violenza esistenti. Innescando una consapevolezza di vasta portata, porrà le fondamenta di nuovi sforzi educativi e legislativi in tutto il mondo. Il V-Day è un processo: noi lavoreremo finché sarà necessario.

Non smetteremo finché non smetterà la violenza. Il V-Day è un giorno: noi proclamiamo il giorno di San Valentino “V-Day” per celebrare le donne e mettere fine alla violenza. Il V-Day è un movimento e una comunità: potente e audace, travolgente e inarrestabile. In Italia in V-Day viene presentato per la prima volta il 5 marzo 2001 al Teatro Argentina di Roma, l’opera della Ensler edita nel 2000 da Tropea Editore, Milano.

Anna Cavallo

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