
La prolificità è segno di sicurezza. La certezza di saper fare, quale migliore persuasione per l’uomo energico, produttivo. Tanto è più la sicurezza di sè, tanto sono più i progetti e le realizzazioni riuscite o no che siano. Kenneth Branagh, emblema di eccezionalità artistica, diciamo che sa il fatto suo.
Nuovo progetto dietro la macchina da presa per Kenneth Branagh.
Lo avevamo lasciato come solo regista in “Artemis Fowl”, follia produttiva della Walt Disney Pixar, con alle spalle il sottovalutato “Casa Shakespeare” in gran sordina e il grande successo “Assassinio sull’Orient Express” in entrambi anche protagonista. In ultimo come solo attore lo abbiamo in “Tenet” del Cristopher Nolan in un ruolo di spicco tale Sator e lo rivedremo in veste ubiqua in “Assassinio sul Nilo”, altro Poirot. Non pago Kenneth Branagh è già alle prese con un nuovo film di cui è regista e autore.

Kenneth Branagh, attore Shakespeariano par excellence, grande esordio internazionale al cinema con “Enrico V” per una carriera all’insegna del Bardo.
Il nuovo film si intitola “Belfast”, che da bambino credevo una marca di giubbotti, invece capitale dell’Irlanda del Nord, nonchè città natale dell’artista in questioni. L’opera sarà, difatti, il racconto parziale della vita dell’attore, l’infanzia prima della gloria. Nell’Irlanda degli anni sessanta si dipaneranno il piccolo istrione interpretato dall’anch’esso piccolo Jude Hill, i nonni del piccolo Shakespeariano interpretati dall’amica Judi Dench e da Ciaran Hinds e i genitori del piccolo prodigio in fieri Caitriona Balfe e Jamie Dornan.

Modi di apprezzare e riscoprire il grande poliedrico ce n’é eccome tra cinema e teatro e oltremodo l’interessato non da modo di disinteressarsi. Di certo è difficile stancarsi del talento puro di questo artista puro.
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