Nella giornata di oggi di 57 anni fa nasceva Khaled Hosseini, scrittore e medico afghano, naturalizzato statunitense. L’autore negli ultimi anni ha riscosso un grande successo in tutto il mondo, anche in Occidente, grazie ai suoi delicati e profondi romanzi, contaminati da diverse culture.
La vita di Khaled Hosseini
Khaled Hosseini è di origine afgana, appartenente ai pashtun. I pashtun sono un gruppo etnico linguistico indo-europeo, stanziato prevalentemente in Afghanistan orientale e meridionale e in Pakistan occidentale. Figlio di un diplomatico e di un’insegnante, è nato a Kabul, dove ha vissuto la sua infanzia. Poichè suo padre prestava servizio presso il Ministero degli Esteri afghano, la vita di Khaled è stata caratterizzata da numerosi spostamenti.
Nel 1970 il Ministero degli Esteri fece trasferire la sua famiglia a Teheran, in Iran, dove il padre lavorò presso l’ambasciata dell’Afghanistan. Nel 1973 tornarono a Kabul. Sei anni più tardi, il Ministero trasferì ancora una volta la famiglia Hosseini, questa volta a Parigi. Nel 1980 sarebbero dovuti tornare a Kabul, ma nel frattempo (1979) in Afghanistan il potere era nelle mani di un’amministrazione filo-comunista, appoggiata dall’ Armata Rossa. Temendo l’impatto della guerra sovietica in Afghanistan, la famiglia Hosseini chiese e ottenne l’asilo politico negli USA, e poi in California. In questo periodo le condizione economiche non erano favorevoli per loro, visto che molti beni erano rimasti in Afghanistan, ma il padre riuscì a risollevare le sorti della famiglia e Khaled riuscì a laurearsi in medicina.
Attualmente l’autore vive sempre in California con sua moglie e i suoi due figli.
Le opere più importanti
Il 2003 è un anno importante per Khaled, poichè vede la pubblicazione del suo primo romanzo bestseller “Il cacciatore di aquiloni“, al top delle vendite anche in Italia con Edizioni Piemme. E’ un romanzo che risente nella multietnica formazione di Khaled: è ambientato in America, Pakistan, Afghanistan, e racconta la storia di due ragazzi: Amir e Hassan. L’atmosfera che Khaled Hosseini riesce a creare è un mix di magico e tragico. Di surreale e terribilmente reale. Si scorgono in tutta la loro verità, le difficoltà di un popolo che in relativamente pochi anni si è visto spogliato dei propri valori culturali ed economici.
Quattro anni più tardi, sulla scia del successo del primo romanzo, esce “Mille splendidi soli“, sempre con Edizioni Piemme. Sebbene le aspettative fossero alte, dopo il primo grande successo, questa storia sembra non averle disattese. Il romanzo narra la storia di due donne, Miriam e Laila, e delle loro vite durante i conflitti che negli anni si sono susseguiti in Afghanistan fino ad oggi. Le protagoniste coinvolgono il lettore lasciando che ognuno si possa immedesimare in loro, e vivere la loro feroce lotta contro il mondo fanatico dei talebani che cerca di schiacciarle. Anche in questa storia non manca il pathos e la ricerca di un significato, che porta il lettore inevitabilmente alla commozione.
“E l’eco rispose” è il terzo romanzo dell’autore, uscito nel 2013, sempre con Edizioni Piemme. Anche questa storia risente dell’influenza culturale di Khaled. Il racconto ha inizio nell’autunno del 1952, nel piccolo villaggio afghano di Shadbagh. Qui vivono i due bambini protagonisti della storia, Abdullah, di dieci anni, e Pari, la sua sorellina di tre anni. C’è chi lo definisce meno drammatico dei primi due romanzi, ma indubbiamente profondo allo stesso modo. Il suo focus non è tanto sul passato, come era stato negli altri, ma più sul presente, forse è per questo che riesce a mantenere un tono alto di emotività non sfociando nel banale.
Francesca Orazi
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